31/05/2026 – La mia CDR e lo Strudel di Sinner

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La mia seconda esperienza alla Cortina Dobbiaco Run è iniziata il giorno precedente con l’arrivo a Sesto in un grazioso appartamento proprio di fronte alla House Sinner, meta di pellegrinaggio di curiosi e tifosi del nostro tennista azzurro.

Nel pomeriggio camminata tranquilla in Val Fiscalina, pausa con dolce al rifugio fondovalle dove ho gustato un buon strudel casalingo, luogo dove una volta il babbo del tennista lavorava come cuoco.

Il giorno della gara sveglia presto, colazione e arrivo a Dobbiaco dove ho trovato due amici da Venezia con cui ho chiacchierato e atteso la navetta per Cortina. Giunto alla partenza caffè al bar, dove ho trovato altri atleti di RTM, foto di rito e poi in griglia,.

L’aria frizzante di montagna pizzicava il viso e ricordava che non era una corsa qualunque, era la Cortina Dobbiaco Run, una di quelle gare che non si fanno per il tempo, ma per il percorso, per la storia, per la bellezza, era stata sostituita dal caldo che iniziava a farsi sentire sempre di più.

La partenza a Cortina

La folla era un misto di adrenalina e sorrisi. Guardando le Tofane illuminate dal sole del mattino,senti quella vibrazione particolare che solo le gare in montagna sanno dare. Il conto allarovescia, un respiro profondo…e via.

Sul vecchio tracciato ferroviario

I primi chilometri scorrevano morbidi, quasi meditativi. Il tracciato della vecchia ferrovia ti accompagnava con le sue gallerie fresche, i ponticelli in legno, il rumore dei passi che rimbalzava sulle pareti rocciose. Ho trovato presto il mio ritmo: non troppo veloce, non troppo lento. Quel ritmo che ti permette di guardarti intorno, di respirare, di sentire, alla fine dei primi 10km ho fatto 21 secondi in più dell’anno precedente, ma sentivo che qualcosa non andava: problemi di stomaco. Quando il sentiero si è aperto e il Lago di Landro è apparso davanti a me, mi sono quasi fermato. L’acqua color smeraldo, le Tre Cime sullo sfondo, il silenzio rotto solo dai runner. È stato il punto in cui ho capito che stavo vivendo qualcosa di speciale.

Gli ultimi chilometri: fatica e determinazione

La salita verso il Passo Cimabanche mi ha messo alla prova. Le gambe pesanti, il fiato corto, la testa che diceva di rallentare. Ma ho tenuto duro. Ho superato chi si fermava a camminare, ho incoraggiato chi era in difficoltà, ho aiutato chi cadendo aveva lasciato parte dei denti per terra, (stasera mangerà probabilmente semolino e purè di patate) ho trovato dentro di me quella scintilla che mi ha portato avanti a volte correndo a volte camminando.

L’arrivo a Dobbiaco: emozione pura

Gli ultimi chilometri sono stati un misto di fatica e felicità. Quando ho visto il gonfiabile dell’arrivo, il tappeto rosso, la gente che applaudiva, ho sentito un’ondata di emozione salire dallo stomaco fino agli occhi.

Ho tagliato il traguardo abbozzando un sorriso. Non era solo una gara finita. Era un’esperienza vissuta fino in fondo, subito dopo aver attraversato l’arrivo ho pensato che non l’avrei più fatta, ma già alla sera ho cambiato idea, ho cercato di dare la colpa del mal di stomaco agli integratori perché non potevo pensare che fosse stato lo strudel di Sinner.

Marco Bozzola

31/05/2026 – Cortina Dobbiaco Run

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La mia prima 30 km!


A dire il vero la mia prima competizione in assoluto…


Immersa nel verde dei boschi, col cielo azzurro e maestose montagne a sorvegliare i nostri passi. A tratti si è camminato in silenzio, ammirando la natura, ma la maggior parte del tempo ci siamo accompagnate a parole, sostenendoci l’una con l’altra, raccogliendo sorrisi dagli spettatori ed esprimendo le nostre rimostranze a qualche bici di troppo

La fatica è stata tanta, anzi di più..la stanchezza sta prendendo il sopravvento, ma l’energia e la bellezza di questa giornata in compagnia mi accompagnerà ancora per un bel po’.


Vania Colladel

9 e 10 Maggio 2026

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Il weekend che volge al termine è stato ricco di appuntamenti.

Il Running Team Mestre ha corso:

  • Bibione Half Marathon (Filippo Dabalà, secondo di categoria e Monica Menon quarta)
  • Straferrara
  • 24 ore di Torino (con l’instancabile Aldo Chinellato)
  • Piacenza Half Marathon (Eleonora Palma)

Ecco alcune foto che i nostri atleti ci hanno inviato dai campi di gara. Come sempre un grande grazie per aver rappresentato i nostri colori!

03/05/2026 – Honda Half Marathon di Lucca

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Ciao a tutti!

Vorrei fare una premessa, dopo tre mesi di inattività le mie prerogative erano testare la gamba per la seconda volta nel giro di una settimana. Alla Half Marathon in quel di Padova erano positive, nessun dolore e arrivo in scioltezza. Questo mi ha portato ad affrontare la Honda Half Marathon di Lucca con la testa sgombra e pronta a ricevere le migliori sensazioni.

Ed eccoci qua, la scelta di correre a Lucca è stata dettata dal fatto che erano più di vent’anni che non calcavo il suolo toscano, devo dire che la Toscana e Lucca in particolare non ha disatteso le mie aspettative.

Abbiamo alloggiato io e la mia dolce metà, e mio personale Touring operator, in un delizioso B&B dal nome che tutto un programma LA BELLA ADDORMENTATA E Il PRINCIPE CALEF, consigliabilissimo a chi piace il rosa e le bambole, tanto che mi sembrava di essere all’interno di un sexy shop.

Ma arriviamo alla gara.

Il sabato al nostro arrivo girando per la città, ci siamo resi conto che i Lucchesi erano completamente indifferenti e all’oscuro che il giorno seguente ci sarebbe stata una gara podistica con circa 2000 iscritti. L’expo per il ritiro pettorali molto povero, con tre o quattro gazebo pubblicitari, e dopo aver ritirato il pacco gara (un rotolo di scottex e un sacchettino di cantucci), abbiamo fatto un giro per l’expo ed era evidente che il budget della manifestazione era limitato, proseguendo sono andato a visionare la partenza , la cosa molto bella era il contesto, tutto era organizzato all’interno della città , si partiva da sopra le mura che cingevano Lucca, il percorso si snodava con due giri sopra le mura e altri due sotto ed all’esterno delle mura stesse.

Domenica mattina giorno della gara sveglia alle 6,45 colazione alle 7,30 giusto 30 minuti, poi partenza a piedi verso la partenza, che distava dal nostro b&b circa 20/25 minuti a piedi, allapartenza mi sentivo bene, il clima era ottimale e la temperatura era alta ma non eccessivamente, sono partito in modalità’ conservativa, ma man mano che passavano i km vuoi per il paesaggio davvero bello, una grande figata correre sopra una città murata ,vuoi che inaspettatamente viste le premesse l’entusiasmo della gente( molto tifo in strada) mi spingeva ho cominciato ad accelerare ,le sensazioni continuavano ad essere buone e il paesaggio aiutava veramente , l’entrata nelle mura e l’arrivo nella piazza Napoleone tutto dentro le mura è stata la ciliegina sulla torta,

Considerazioni finali: questa gara ha rafforzato in me, se ancora ce n’era bisogno, che non si deve mai mollare perché c’è sempre uno scottex che ti aspetta all’arrivo, l’ importate è partire. Gara piacevole, veloce e tecnica secondo me da fare, Lucca è molto bella ci sono tante cose da vedere e poi hanno detto che alla prossima edizione l’omaggio sarà una confezione di carta igienica

Passo e chiudo alle prossime corse, spero ancora più in forma.

Giuseppe Fuolega

26/04/2026 – Padova Marathon

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Oggi, 26 aprile, le strade di Padova hanno fatto da cornice alla Maratona e alla Mezza Maratona, due appuntamenti imperdibili per gli amanti della corsa. Anche il Running Team Mestre era presente, con alcuni dei nostri atleti impegnati su entrambe le distanze, pronti a mettersi alla prova e a dare il massimo.

Tra fatica, entusiasmo e tanta passione, i nostri runner hanno vissuto una giornata intensa, condividendo emozioni e soddisfazioni lungo ogni chilometro del percorso.

Ecco alcune foto che ci hanno inviato, testimonianza di una splendida giornata di sport e squadra! 🏃‍♂️📸

26/04/2026 – Sarnico Lovere Run

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In una bellissima domenica di sole uno spiritoso gruppo di camminatori ha inondato il meraviglioso percorso della Sarnico-Lovere 25k!

I colori della nostra società sono stati protagonisti di grandi applausi sorrisi e risate!

“Insieme facciamo in modo che l’ordinario diventi STRAORDINARIO

Running Team Mestre e Fitwalking In Venice

14/12/2025 – Maratona di Catania

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È stato un weekend costruito attorno a un obiettivo preciso: la maratona, vissuta però insieme alla mia famiglia. Fin dalla partenza da Tessera si respirava entusiasmo: l’attesa, i sorrisi, la sensazione che non fosse solo una gara, ma un viaggio condiviso. All’arrivo a Catania ci ha accolti un clima caldo e secco, sorprendentemente piacevole. In attesa della camera, un arancino e una granita memorabili, con la testa però già proiettata al giorno dopo. Il centro, addobbato a festa, ha fatto da cornice a quelle ore di vigilia.

Il giorno della maratona è arrivato. La partenza era fuori città: oltre due chilometri a piedi, nessun mezzo pubblico, un primo test prima del via. Allo start mi sentivo bene, tranquillo, concentrato. Il percorso era una novità assoluta: quattro giri da 10,5 km, un lungo rettilineo con giro di boa. Poche distrazioni, tutto da gestire. Anche i lacci delle scarpe hanno richiesto attenzione: dettagli, ma in gara contano.

Sono partito controllato, poi ho lasciato scorrere il ritmo. Dal decimo chilometro ho aumentato e, da metà gara, il caldo ha iniziato a farsi sentire. Non per me. Mentre molti rallentavano, io trovavo spazio per spingere ancora. Dal trentesimo ho capito che la giornata stava girando nel verso giusto.

L’ultimo giro è stato puro agonismo: il distacco che si riduce, i sorpassi, il ritmo che sale. Dal trentacinquesimo sempre sotto i 4’05”: quarantesimo a 3’59”, quarantunesimo a 3’56” e quarantaduesimo a 3’51”. Fino al traguardo, dando tutto.

All’arrivo è mancato solo l’abbraccio immediato: mia moglie e i miei figli sono arrivati pochi minuti dopo, frenati dalla logistica. Poco importa. La giornata è proseguita in modo inatteso, con un pomeriggio in spiaggia a sciogliere gambe e tensioni.

Il rientro ha chiuso il cerchio: aeroporto, ultima granita, una scorta di cannoli per familiari e amici. Poi l’atterraggio e il cambio netto di scenario: freddo, umidità, nebbia. Ma il risultato, la gara e il sostegno della mia famiglia restavano lì, ben saldi.

Grato alle gambe, grato alla giornata, grato a chi era lì ad aspettarmi. Grazie di cuore anche al mio coach Giovanni Schiavo per avermi guidato in questo percorso.

Filippo Dabalà

L’orgoglio di correre con Domenico Masiero

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Ci sono numeri che raccontano molto più di quello che sembra. 300 ad esempio.

300 come le maratone o ultramaratone portate a termine da Domenico Masiero nel corso degli anni. Ma questa storia non nasce con un numero tondo, nasce con una data semplice, la prima riga di una tabella, il giorno in cui Domenico ha deciso di allacciarsi le scarpe e cominciare a correre davvero.

La prima gara sulla lunga distanza risale al 26 ottobre 2006. La 21.ma edizione della Venice Marathon, rappresenta l’inizio di un viaggio incredibile.

La trecentesima gara di Domenico si è svolta proprio alla Venice Marathon il 26 ottobre 2025, a chiudere un cerchio perfetto dopo quasi due decenni di corse.

Da quella prima gara è partita un’avventura straordinaria fatta di sacrifici, sveglie all’alba, pioggia, vento, caldo, chilometri macinati in silenzio e altri urlati dalla gioia. Gara dopo gara, stagione dopo stagione, il LEON DE VENESIA non ha mai smesso. Non ha mai cercato scorciatoie. Ha solo continuato a correre, con costanza, con testa e con cuore.

E oggi quella tabella racconta qualcosa di incredibile:
300 maratone e/o ultramaratone concluse. 15.706,8 chilometri corsi in gara, più di 75 giorni a macinare chilometri.
È come aver attraversato l’Italia da nord a sud… almeno una dozzina di volte. Un numero che fa girare la testa, ma che per lui è diventato semplicemente il frutto della passione, della disciplina e della determinazione.

Ogni maratona e ultramaratona è una storia: alcune facili, altre durissime, alcune veloci, altre portate a casa stringendo i denti. Ma tutte hanno avuto lo stesso comune denominatore: Domenico non ha mai mollato.

E poi c’è la parte più bella di tutte: essere in squadra con lui. Perché Domenico non è solo un maratoneta instancabile, è un compagno che c’è sempre, è un esempio silenzioso che non ha bisogno di grandi discorsi per insegnarti cosa vuol dire resistere, soffrire, ripartire. Quando corri accanto a lui ti senti più forte, quando sei stanco ti senti meno solo.

Essere in squadra con Domenico Masiero è un onore.
È motivo di orgoglio.
È un promemoria costante che i limiti, spesso, esistono solo finché non decidiamo di superarli.

Trecento gare sulla lunga distanza non sono solo un traguardo.
Sono una lezione di vita.

26/12/2024 – GioveDìCorsa XMAS EDITION

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Giovedì 26 Dicembre il consueto allenamento RTM di corsa serale verrà anticipato al mattino. L’appuntamento è alle ore 10 presso il nostro gazebo al Parco San Giuliano (Porta Rossa) per un’ora di allenamento insieme.

01/12/2024 – Maratón Valencia

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Valencia, 1 dicembre.

Una data che aspettavo da un anno. Ma la mattinata non è iniziata come speravo. Gli effetti devastanti della DANA del 29 ottobre sono ancora tangibili: la città è paralizzata. Le linee della metro sono chiuse e i bus, questa mattina, non circolano nel centro. Raggiungere la partenza diventa un’avventura. Ogni passo verso il punto di ritrovo sembra più lungo del previsto. Le indicazioni sul deposito sacche non aiutano: perdo tempo, cammino troppo, ma alla fine riesco a raggiungere la mia gabbia di partenza in tempo.

Al mio fianco c’è Fabio, amico da una vita, compagno di allenamenti e di questa avventura in terra spagnola. Da mesi ci siamo preparati insieme, condividendo fatica, sacrifici e aspettative. Gabbia 10, la nostra posizione: qui ci sono anche i pacers delle 4 ore, il tempo che sogno di ottenere. Ci sono andato vicino a Venezia nel 2019, ma nel frattempo sono passati anche 5 anni e da pochi mesi ho subito un intervento al piede che poco ha risolto… L’obiettivo è chiaro: restare con loro, almeno fino a quando le gambe e il cuore reggeranno.

Lo sparo. Partiamo. Un’ora e venti minuti dopo gli ELITE, ma tecnicamente posso dire che ho corso con plurimedagliati olimpici come Bekele… Il primo tratto è caotico, gente ovunque. Occorre prestare attenzione a non inciampare per non finire travolti da chi è dietro. Al terzo chilometro, tra la folla, vedo Elisa, la mia compagna. Il suo sorriso e il suo tifo sono per me una spinta. La corsa procede ma con Fabio ci rendiamo presto conto che il ritmo dei pacers non è affatto regolare. Cerco tuttavia di non farmi distrarre. Respiro regolarmente, mi concentro e cerco di rimanere in soglia aerobica consultando maniacalmente il Garmin. Passiamo la mezza maratona in 1h59m: timing perfetto.

Incontro di nuovo Elisa al 22° chilometro. Mi sento ancora in forze, forse meglio del previsto. Mi sbilancio e le dico: “Oggi si fa il personale!” Lei sorride e mi incita, e io riprendo con ancora più grinta.

Al 30° chilometro, la decisione: uscire allo scoperto e provarci da solo! Mi volto in cerca di Fabio, ma non lo vedo più. Deve essersi staccato dal gruppone. Il legame di amicizia tra noi è forte, ma oggi devo seguire il mio passo. Aumento leggermente il ritmo, spingendo per guadagnare secondi preziosi e mettermi alle spalle i pacers.

La sfida vera arriva al 38° chilometro. Le gambe iniziano a cedere, il respiro si fa corto, il cardio non scende sotto i 170 bpm ma nella mia mente c’è un mantra: non mollare. La sera prima, per scherzo, mi sono fatto dei tatuaggi temporanei sulle braccia: cuori con il tricolore italiano. Li guardo, cercando forza in quei simboli. È un trucco, lo so, ma a volte anche le piccole cose aiutano a spingere oltre il limite. La mente va ingannata, deve credere di poter andare avanti.

La folla lungo il percorso è incredibile. Da ogni lato, spettatori incitano i runner con grida, applausi, nomi urlati a gran voce, cartelli di ogni tipo. Questa è Valencia: un fiume di energia che ti sostiene anche quando pensi di non farcela. Al 41° chilometro, il traguardo si avvicina. Lo vedo. Capisco che l’obiettivo è alla mia portata. Decido di accelerare per limare qualche secondo al tempo finale…in realtà non ho per nulla aumentato la mia velocità…ho solo cercato di non rallentare stringendo i denti…

Gli ultimi quattrocento metri sono pura emozione. L’arrivo sul tappeto blu della Città delle Scienze mi accoglie. Taglio il traguardo in 3 ore e 58 minuti. Ce l’ho fatta: il mio personal best. Mi fermo, sopraffatto dalla gioia. Sono felice, orgoglioso e grato per questo momento.

Valencia mi ha messo alla prova, ma mi ha regalato una giornata che non dimenticherò mai.