14/07/2018 – Ultramarathon Asolo 100 km

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Sabato 14 luglio si è corsa la Ultramarathon di Asolo e chi se non il nostro Domenico Masiero poteva parteciparvi? Ricevo proprio da lui questa mattina un paio di Whatsapp in cui parla della gara.

“100km di Asolo: la ultramarathon più dura d’ Italia! Ma anche la più bella! Siamo partiti con 31 gradi. Caldo per le prime 3 ore; poi ha iniziato a piovere…per circa 4 ore! All’inizio rinfrescante, poi congelante! Nel finale di nuovo sereno! Al via 280 partenti. I primi 50km di salita impegnativi, poi 25km di discesa drammatica, gli ultimi 25km con tanti sali e pochi scendi per un totale di 2800m D+”.

Domenico ha concluso la gara in 13 ore 18 minuti e 23 secondi classificandosi 39simo assoluto in campo maschile. Per Masiero è la decima 100 km e la centroventitresima gara “lunga” (come dice lui), sopra i 42 km.

Grande Domenico, la birretta finale è meritata!

Giuseppe Corigliano

PADOVA CORRE – VI TAPPA

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Sabato 14 luglio 2018 si è corsa la 45^ STRASOLESINO valida come sesta tappa del circuito Padova Corre.

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Per il Running Team Mestre è ancora occasione di andare a podio, grazie al terzo posto di categoria (SM55) di Paolo Marchi, che chiude i 7,8 km di gara con il tempo di 31’34”.

Dopo la sesta tappa Paolo Marchi occupa la seconda posizione in classifica del circuito Padova corre. Davanti a lui un imprendibile STIR IOAN NICOLAE della Atletica Vis Abano, vincitore di tutte le sei prove fin qui disputate.

Giuseppe Corigliano

07/07/2018 – Primiero Dolomiti Marathon

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Sabato 7 luglio, Primiero, cuore del Parco naturale di Paneveggio – Pale di San Martino, ha fatto da cornice alla Primiero Dolomiti Marathon, l’evento organizzato dall’ U.S. PRIMIERO ASD e ASD VENICEMARATHON CLUB.

Tre i percorsi mozzafiato lungo le valli incontaminate di Primiero di diversa lunghezza e difficoltà: 42K, 26K e 6.5K.

Tra i 461 finisher della 42 Km ci sono i nostri due atleti Moris Tosi Gabriele Gasparini.

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All’arrivo della gara da 26 km altri 9 atleti del Running Team Mestre. Questi i loro tempi.

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Ed ecco alcuni scatti dalla gara dei nostri compagni. Bravissimi!

 

 

Giuseppe Corigliano

PADOVA CORRE – V TAPPA

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Si è corsa ieri, 7 luglio 2018, la 18^ Notturna della Magnolia Tribano. La gara è inserita come quinta tappa del circuito Padova Corre.

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Per il Running Team Mestre è ancora occasione di andare a podio, grazie al secondo posto di categoria (SM55) dell’inesauribile Paolo Marchi, che chiude i 7,8 km di gara con il tempo di 29’27”.

Da parte del team i nostri complimenti a Paolo e un grosso in bocca al lupo per le ultime tre tappe del circuito!

Giuseppe Corigliano

30/06/2018 – Hochpustertal Run

Approfittiamo del primo posto di categoria 🏆 e quinto assoluto di Filippo Dabalà alla Hochpustertal Run (21 km) di sabato 30 giugno (😜) per segnalare ai nostri atleti che da poco siamo attivi anche su Instagram! Seguite il nostro account amministrato da Andrea Pennisi. RTM sempre più social 😉

Giuseppe Corigliano

PADOVA CORRE – III e IV TAPPA

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Con qualche giorno di ritardo di cui ci scusiamo, vogliamo segnalare gli importanti risultati ottenuti dal nostro atleta Paolo Marchi nel prestigioso circuito Padova Corre.

Paolo, il 15 giugno, ha conquistato il secondo posto nella categoria SM55 a Noventa Padovana, terza tappa del circuito.

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Pochi giorni dopo, il 22, Marchi si è classificato al terzo posto nel quarto appuntamento della Padova Corre disputata a Prato della Valle.

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Dopo le prime 4 gare sulle 8 totali previste, Paolo occupa la terza posizione nella classifica di categoria.

Grande Paolo! Potete seguire i risultati delle varie prove del circuito Padova Corre sul sito della manifestazione.

 

Giuseppe Corigliano

23/06/2018 – Sanremo – Run for the Whales

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Sì, d’accordo, “Perché Sanremo è Sanremo”.
Ma perché partire da Mestre, sorbendosi tra andata e ritorno 800 chilometri e 13 ore di viaggio in treno, per andare a camminare una mezza maratona a Sanremo? Ne valeva davvero la pena?

La Città dei Fiori è, nell’immaginario collettivo, una simbiosi indissolubile con il celeberrimo Festival della canzone italiana. Qui ogni cosa richiama ad una kermesse che fa parte della tradizione nazionalpopolare. C’è perfino la statua di Mike Bongiorno, immortalato a salutare i telespettatori con una cartellina tra le mani mentre urla quel suo immortale “Allegriaaaa”.

E poi c’è via Matteotti, dove si trova il Teatro Ariston: un corso lastricato di placche di bronzo calpestabili che riportano il titolo del brano e i nomi dei cantanti che di anno in anno hanno trionfato. Si parte dal 1951 con “Grazie dei fior” di Nilla Pizzi e si arriva ad “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani. Devono ancora mettere a terra Ermal Meta e Fabrizio Moro con la loro “Non mi avete fatto niente”. Lo faranno tra qualche mese, allungando una “walk of fame” ed un cammino che proseguirà certamente per altri decenni.

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Io, di camminare per qualche altro anno, ci spero. Ma perché camminare proprio a Sanremo? Nella vita del walker senza fama c’è anche il gioco dello spulciare tra le righe del calendario FIDAL, tanto per vedere quale manifestazione può essere affrontabile senza rischiare di uscire dai tempi massimi e soprattutto senza rischiare di ritrovarsi ultimi e solitari in qualche tangenziale senza lo straccio di organizzazione che ti tuteli dal traffico.

“Toh, guarda questa…”, mi sono detto. “Una mezza maratona interamente spalmata su una pista ciclopedonale. Tempo massimo 3 ore. Perché no? Sanremo non l’ho mai visitata, su una pista ciclopedonale è impossibile perdersi e al massimo, se proprio va male, vengo spalmato da una bicicletta…”. Mentre cominciavo a farmi i soliti giri di demenzial-fantasia attorno a fantomatici Nilla Pizza Party con premiazioni finali presentate da Pippo Baudo, ho provato a fare sopralluoghi virtuali lungo questa pista.

“Toh guarda… Mica c’è solo il Festival a Sanremo…”.  Una pista che è un tapis roulant: accanto ti scorrono il mare, i fiori multicolor, i borghi antichi, i porti turistici e le vecchie stazioni ferroviarie. Sì, perché qui, lungo la Riviera dei Fiori, ad inizio degli anni 2000 hanno fatto una buona cosa: la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia è stata spostata all’interno e raddoppiata, lasciando libero il sedime a stretto contatto con il mare. Ne é nata appunto la pista del Ponente Ligure che con i suoi 24 chilometri dicono essere una delle più lunghe del Mediterraneo. Attraversa 8 Comuni: Ospedaletti, Sanremo, Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al mare, Cipressa, Costarainera. E San Lorenzo al Mare, da dove sono partito sabato scorso assieme alla mia “socia camminatrice” Eleonora Palma per questa mezza ribattezzata “Run for the Whales”. Pacco gara con vasetto di pesto alla genovese incorporato, è una charity a favore dell’Istituto Tethys ONLUS per far conoscere le balene e i delfini che popolano le acque del ponente ligure e per raccogliere fondi da destinare alla loro tutela e alla ricerca scientifica.

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Come si suol dire, tutto molto tenero, tutto molto soft. Anche nei numeri: a correre i 21 km (c’era anche una 10k e una Family run) eravamo in 300, lontani anni luce dalle mega manifestazioni a quattro cifre di partecipanti. Allo start delle 18.30 ci hanno teneramente motivato ricordandoci che l’arrivo era all’interno del campo di atletica, con trequarti di giro di pista in tartan. “Come alle Olimpiadi!!!”.

Pronti, via! Si cammina veloci. Veloci sì, ma inevitabilmente, dopo pochi metri siamo già in coda, e delle Olimpiadi mi tengo inevitabilmente stretto De Coubertin. In brevissimo tempo diventiamo esseri ciclopedonali, proprio come la pista. Nel senso che camminiamo con appiccicate alle spalle due biciclette dell’organizzazione. Più che due “scope”, due simpatici accompagnatori di sicurezza.
La cosa mette tranquillità, il caldo non è pesante, le gambe vanno in modo costante, gli occhi rubano teneramente il mare, i fiori, i borghi, i porticcioli e le vecchie stazioni. Ad ogni nostro passaggio chilometrico congediamo i volontari dell’organizzazione disseminati lungo la pista.
I banchetti dei ristori, i pettorali dello staff e i pentoloni per lo spugnaggio possono essere riposti.
“Ehi ciao, la corsa la chiudiamo noi: andate in pace. Grazie”.

Negli ultimi chilometri anche il sole prende congedo ed il finale ci riserva la meravigliosa particolarità di un pezzo di galleria che è un vero e proprio museo dedicato al ciclismo e soprattutto ad una altra kermesse celeberrima di queste parti: la Milano-Sanremo. Sulla “cupola” della galleria è un susseguirsi di immagini di campioni, di storie e di trionfi. Sull’asfalto le strisce e le indicazioni sono interamente colorate di rosa Gazzetta, così come una lunga serie di citazioni, frasi e messaggi che sanno di emozione sportiva.

L’olimpionico trequarti di pista finale in tartan lo camminiamo in volata.
E una volta tagliato il traguardo torna in mente e prende senso una di quelle scritte in rosa:
“Nessuno ha detto che sarebbe stato facile ma qualcuno ha promesso che ne sarebbe valsa la pena”. Ne è valsa la pena camminare a Sanremo.

 

 

 

Stefano Ciancio

 

Sunset Run: prima edizione

Siamo tanti.
Siamo belli.
Siamo tanti e tanto belli.

Sabato sera si è svolta lungo il litorale di Cavallino – Treporti la prima edizione di Sunset Run, gara organizzata dai nostri Simone Scarpa e Ferdinando Capobianco.

Running Team Mestre si è contraddistinta come la squadra più numerosa al via.

Alcuni di noi magari si sono iscritti per il legame di amicizia nei confronti dei nostri compagni Simone e Ferdinando, altri sicuramente per la possibilità di correre lungo un percorso unico, ma tutti ne sono stati ripagati.

Chi più, chi meno, ogni runner ha potuto godere di una varietà di colori mentre il sole calava sulla Laguna di Venezia. Tra quelli che ne hanno goduto di meno c’è Filippo Dabalà che, essendo arrivato 5^ assoluto, avrà visto il paesaggio sfrecciargli accanto. Quelli che se lo sono goduto appieno sono quelli che praticando il Fitwalking oltre alla reciproca compagnia hanno colto a pieno ogni sfumatura del tramonto.

1,2,3,4 Giugno – QuadrOrtaThon

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“One, two, three, four, can I have a little more?” cantavano i Beatles, ma il nostro Domenico Masiero preferisce correre, e tanto: quattro maratone in quattro giorni.
Quadrortathon, 4° assoluto: sempre più DoMitico®! 🏃🏻‍♂️💪🏻

Da questo link leggete pure i dettagli della gara e capirete la difficoltà della Quadrortathon e la grandezza del nostro atleta! Quasi 2800 metri di dislivello e 169 km da percorrere nella zona del Lago Maggiore.

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Andrea Pennisi

3/06/2018 19^ CORTINA DOBBIACO RUN

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Si è disputata ieri la diciannovesima edizione della CORTINA DOBBIACO RUN, corsa di 30 km che ripercorre il percorso dell’ex-ferrovia che collegava le località di Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco tra paesaggi mozzafiato, immersi nella natura incontaminata.

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Alla partenza da Corso Italia, fissata per le ore 9.30, Running Team Mestre si presenta con ben 31 atleti. D’obbligo è la foto prima del via!

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Il numero elevato di partecipanti alla gara ci consente di classificarci come quarta squadra più numerosa iscritta. In una gara così particolare e con atleti provenienti da tutta Italia, questo risultato non può che renderci orgogliosi.

Assai nutrito anche il gruppo del Fitwalking in Venice, come testimonia la foto qui sotto.

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I 31 atleti RTM tagliano il traguardo finale con i tempi qui sotto riportati. Sempre sul pezzo Filippo Dabalà che chiude nono di categoria in 2:01:23″. Anna Dall’Acqua è invece la prima delle nostre donne a chiudere i 30 km in 2:46:10″. A loro i nostri complimenti!

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Ed ecco alcune foto scattate ieri all’arrivo (grazie a Reginaldo Chinellato) che abbiamo ricevuto e che gelosamente archiviamo sul nostro sito.

LA MIA CORTINA DOBBIACO RUN

30 km correndo? Ma sei pazzo!

Questa sarebbe stata la mia risposta fino a qualche mese fa. Fino a ieri la mia massima distanza percorsa erano i classici 21.097 metri di una Mezza Maratona. Non corro da molto e non lo faccio regolarmente. Preferisco la bici da strada, ma la corsa, soprattutto d’inverno, per me risulta un ottimo modo per tenermi in forma.

Della Cortina Dobbiaco Run me ne avevano parlato tutti molto bene. “Vedrai che bei paesaggi, non ti accorgerai nemmeno del chilometraggio o del dislivello!” Sarà, ho sempre pensato io. Di solito quando corro è come se lo facessi in un lungo tunnel dove tutto ciò che è intorno a me scompare. In solitudine poi l’effetto è ancor più amplificato dalla ripetività del gesto atletico.

Ciononostante ho voluto provarci! Dopo tutto mi sono iscritto alla Venice Marathon di fine ottobre e prima o poi queste distanze le dovrò correre…Ed eccomi quindi iscritto alla Cortina Dobbiaco Run.

Mi accordo con Fabio Aidone, Giorgio Baldin e Monica Menon per raggiungere Cortina in auto assieme. Partenza ore 5.30 da Mestre! Sembra follia ma è necessario per non rischiare di fare tardi. Giunti in partenza è stato un piacere rivedere i compagni di squadra. La divisa RTM giallo fluo aiuta a riconoscersi e incentiva a scambiarsi il saluto 🙂

In breve tempo ci si ritrova su Corso Italia pronti al via!

Oggi la strategia di gara è: arrivare al traguardo, godendosela! Condivido la missione col mio amico da una vita Fabio. Oggi non ci interessa il crono, il tempo al km, i bpm del cardiofrequenzimetro. Unico obiettivo è gustarci la gara e portarci a casa dei bei ricordi da condividere. Al mio polso quindi una GoPro per scattare foto e girare qualche video.

La gara parte in perfetto orario e superiamo agevolmente i primi 2-3 km di asfalto per uscire da Cortina. In un attimo ci si ritrova sul percorso sterrato dell’ex ferrovia. Ben presto si avverte anche il cambio di pendenza che non sarà mai notevole ma rallenta inevitabilmente il passo. La giornata è meravigliosa, l’aria frizzante: insomma clima ideale per sgranchirsi le gambe…

A 6 o 7 km dal via si giunge all’imbocco del primo dei 2 tunnel scavati nella montagna che caratterizzano il percorso. Tempo di scattare qualche foto!

Passate le gallerie la strada continua leggermente a salire, ma lo sterrato è in buone condizioni e il sentiero è completamente immerso in un verdissimo bosco. Avanziamo e nel frattempo abbiamo modo di farci anche una chiacchierata con dei runner veronesi.

Intorno al tredicesimo km si raggiunge il passo Cimabanche. La salita è finita! Facciamo un check sul nostro stato di salute. Le gambe girano bene. Il passo di poco inferiore ai 6’/km ci ha permesso di risparmiarle abbastanza. Si comincia quindi la discesa. Il ghiaino qui peggiora e non forziamo troppo per non incappare in qualche rovinosa caduta. Da lontano spunta la sagoma della nostra amica Monica. La raggiungiamo, scambiamo quattro chiacchiere, corriamo insieme per qualche km e ci facciamo qualche foto.

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Monica sembra accusare la salita forse affrontata troppo velocemente, io e Fabio la distanziamo e proseguiamo il nostro viaggio. Quando si inizia a costeggiare il torrente e poi si raggiunge il lago di Landro ci regaliamo qualche secondo per scattare altre foto.

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Ma è poco più avanti che abbiamo optato per fermarci. Dopo circa 20 km di gara si raggiunge probabilmente il posto più magico dell’intero percorso. Circondati da un prato pieno di fiorellini gialli, sulla destra, lo scorcio suggestivo delle Tre Cime di Lavaredo! Del crono finale abbiamo già detto non importarci granchè, arrestiamo la nostra corsa e immortaliamo il paesaggio.

Dopo 2 ore di corsa si inizia ad essere stanchetti, si può perdonare all’amico le sue pose imbarazzanti! 🙂

Riprendiamo la marcia. Al 21simo km penso: da qui è tutto terreno inesplorato per me. Non so cosa potrà mai succedermi: crampi, problemi intestinali, morte improvvisa! Sembra tutto a posto e all’ultimo ristoro ci rifocilliamo adeguatamente per concludere la gara. Raggiungiamo il lago di Dobbiaco e lì capisco che ci siamo quasi. E’ fatta! A circa un km dalla fine ci sorprende una piccola salita tagliagambe ma oramai si corre tra la gente. Basta qualche applauso, un incitamento, un 5 scambiato con un bambino a bordo strada che alla fatica non ci si pensa più.

Voglio condividere con voi il video dell’arrivo. Il mio compagno di gara si è impegnato a fare il buffone con gli spettatori, ma ci siamo gasati come non mai. E sulla finish line chiudiamo con un crono di 3:00:10″. E in quel momento pensi: “Ca**o per 11 secondi non stavo sotto le 3 ore!” Ma tanto già lo sai che l’anno prossimo sarà diverso.

Grazie Fabio! Fatta anche questa!

 

Giuseppe Corigliano