14/12/2025 – Maratona di Catania

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È stato un weekend costruito attorno a un obiettivo preciso: la maratona, vissuta però insieme alla mia famiglia. Fin dalla partenza da Tessera si respirava entusiasmo: l’attesa, i sorrisi, la sensazione che non fosse solo una gara, ma un viaggio condiviso. All’arrivo a Catania ci ha accolti un clima caldo e secco, sorprendentemente piacevole. In attesa della camera, un arancino e una granita memorabili, con la testa però già proiettata al giorno dopo. Il centro, addobbato a festa, ha fatto da cornice a quelle ore di vigilia.

Il giorno della maratona è arrivato. La partenza era fuori città: oltre due chilometri a piedi, nessun mezzo pubblico, un primo test prima del via. Allo start mi sentivo bene, tranquillo, concentrato. Il percorso era una novità assoluta: quattro giri da 10,5 km, un lungo rettilineo con giro di boa. Poche distrazioni, tutto da gestire. Anche i lacci delle scarpe hanno richiesto attenzione: dettagli, ma in gara contano.

Sono partito controllato, poi ho lasciato scorrere il ritmo. Dal decimo chilometro ho aumentato e, da metà gara, il caldo ha iniziato a farsi sentire. Non per me. Mentre molti rallentavano, io trovavo spazio per spingere ancora. Dal trentesimo ho capito che la giornata stava girando nel verso giusto.

L’ultimo giro è stato puro agonismo: il distacco che si riduce, i sorpassi, il ritmo che sale. Dal trentacinquesimo sempre sotto i 4’05”: quarantesimo a 3’59”, quarantunesimo a 3’56” e quarantaduesimo a 3’51”. Fino al traguardo, dando tutto.

All’arrivo è mancato solo l’abbraccio immediato: mia moglie e i miei figli sono arrivati pochi minuti dopo, frenati dalla logistica. Poco importa. La giornata è proseguita in modo inatteso, con un pomeriggio in spiaggia a sciogliere gambe e tensioni.

Il rientro ha chiuso il cerchio: aeroporto, ultima granita, una scorta di cannoli per familiari e amici. Poi l’atterraggio e il cambio netto di scenario: freddo, umidità, nebbia. Ma il risultato, la gara e il sostegno della mia famiglia restavano lì, ben saldi.

Grato alle gambe, grato alla giornata, grato a chi era lì ad aspettarmi. Grazie di cuore anche al mio coach Giovanni Schiavo per avermi guidato in questo percorso.

Filippo Dabalà

L’orgoglio di correre con Domenico Masiero

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Ci sono numeri che raccontano molto più di quello che sembra. 300 ad esempio.

300 come le maratone o ultramaratone portate a termine da Domenico Masiero nel corso degli anni. Ma questa storia non nasce con un numero tondo, nasce con una data semplice, la prima riga di una tabella, il giorno in cui Domenico ha deciso di allacciarsi le scarpe e cominciare a correre davvero.

La prima gara sulla lunga distanza risale al 26 ottobre 2006. La 21.ma edizione della Venice Marathon, rappresenta l’inizio di un viaggio incredibile.

La trecentesima gara di Domenico si è svolta proprio alla Venice Marathon il 26 ottobre 2025, a chiudere un cerchio perfetto dopo quasi due decenni di corse.

Da quella prima gara è partita un’avventura straordinaria fatta di sacrifici, sveglie all’alba, pioggia, vento, caldo, chilometri macinati in silenzio e altri urlati dalla gioia. Gara dopo gara, stagione dopo stagione, il LEON DE VENESIA non ha mai smesso. Non ha mai cercato scorciatoie. Ha solo continuato a correre, con costanza, con testa e con cuore.

E oggi quella tabella racconta qualcosa di incredibile:
300 maratone e/o ultramaratone concluse. 15.706,8 chilometri corsi in gara, più di 75 giorni a macinare chilometri.
È come aver attraversato l’Italia da nord a sud… almeno una dozzina di volte. Un numero che fa girare la testa, ma che per lui è diventato semplicemente il frutto della passione, della disciplina e della determinazione.

Ogni maratona e ultramaratona è una storia: alcune facili, altre durissime, alcune veloci, altre portate a casa stringendo i denti. Ma tutte hanno avuto lo stesso comune denominatore: Domenico non ha mai mollato.

E poi c’è la parte più bella di tutte: essere in squadra con lui. Perché Domenico non è solo un maratoneta instancabile, è un compagno che c’è sempre, è un esempio silenzioso che non ha bisogno di grandi discorsi per insegnarti cosa vuol dire resistere, soffrire, ripartire. Quando corri accanto a lui ti senti più forte, quando sei stanco ti senti meno solo.

Essere in squadra con Domenico Masiero è un onore.
È motivo di orgoglio.
È un promemoria costante che i limiti, spesso, esistono solo finché non decidiamo di superarli.

Trecento gare sulla lunga distanza non sono solo un traguardo.
Sono una lezione di vita.

26/12/2024 – GioveDìCorsa XMAS EDITION

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Giovedì 26 Dicembre il consueto allenamento RTM di corsa serale verrà anticipato al mattino. L’appuntamento è alle ore 10 presso il nostro gazebo al Parco San Giuliano (Porta Rossa) per un’ora di allenamento insieme.

01/12/2024 – Maratón Valencia

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Valencia, 1 dicembre.

Una data che aspettavo da un anno. Ma la mattinata non è iniziata come speravo. Gli effetti devastanti della DANA del 29 ottobre sono ancora tangibili: la città è paralizzata. Le linee della metro sono chiuse e i bus, questa mattina, non circolano nel centro. Raggiungere la partenza diventa un’avventura. Ogni passo verso il punto di ritrovo sembra più lungo del previsto. Le indicazioni sul deposito sacche non aiutano: perdo tempo, cammino troppo, ma alla fine riesco a raggiungere la mia gabbia di partenza in tempo.

Al mio fianco c’è Fabio, amico da una vita, compagno di allenamenti e di questa avventura in terra spagnola. Da mesi ci siamo preparati insieme, condividendo fatica, sacrifici e aspettative. Gabbia 10, la nostra posizione: qui ci sono anche i pacers delle 4 ore, il tempo che sogno di ottenere. Ci sono andato vicino a Venezia nel 2019, ma nel frattempo sono passati anche 5 anni e da pochi mesi ho subito un intervento al piede che poco ha risolto… L’obiettivo è chiaro: restare con loro, almeno fino a quando le gambe e il cuore reggeranno.

Lo sparo. Partiamo. Un’ora e venti minuti dopo gli ELITE, ma tecnicamente posso dire che ho corso con plurimedagliati olimpici come Bekele… Il primo tratto è caotico, gente ovunque. Occorre prestare attenzione a non inciampare per non finire travolti da chi è dietro. Al terzo chilometro, tra la folla, vedo Elisa, la mia compagna. Il suo sorriso e il suo tifo sono per me una spinta. La corsa procede ma con Fabio ci rendiamo presto conto che il ritmo dei pacers non è affatto regolare. Cerco tuttavia di non farmi distrarre. Respiro regolarmente, mi concentro e cerco di rimanere in soglia aerobica consultando maniacalmente il Garmin. Passiamo la mezza maratona in 1h59m: timing perfetto.

Incontro di nuovo Elisa al 22° chilometro. Mi sento ancora in forze, forse meglio del previsto. Mi sbilancio e le dico: “Oggi si fa il personale!” Lei sorride e mi incita, e io riprendo con ancora più grinta.

Al 30° chilometro, la decisione: uscire allo scoperto e provarci da solo! Mi volto in cerca di Fabio, ma non lo vedo più. Deve essersi staccato dal gruppone. Il legame di amicizia tra noi è forte, ma oggi devo seguire il mio passo. Aumento leggermente il ritmo, spingendo per guadagnare secondi preziosi e mettermi alle spalle i pacers.

La sfida vera arriva al 38° chilometro. Le gambe iniziano a cedere, il respiro si fa corto, il cardio non scende sotto i 170 bpm ma nella mia mente c’è un mantra: non mollare. La sera prima, per scherzo, mi sono fatto dei tatuaggi temporanei sulle braccia: cuori con il tricolore italiano. Li guardo, cercando forza in quei simboli. È un trucco, lo so, ma a volte anche le piccole cose aiutano a spingere oltre il limite. La mente va ingannata, deve credere di poter andare avanti.

La folla lungo il percorso è incredibile. Da ogni lato, spettatori incitano i runner con grida, applausi, nomi urlati a gran voce, cartelli di ogni tipo. Questa è Valencia: un fiume di energia che ti sostiene anche quando pensi di non farcela. Al 41° chilometro, il traguardo si avvicina. Lo vedo. Capisco che l’obiettivo è alla mia portata. Decido di accelerare per limare qualche secondo al tempo finale…in realtà non ho per nulla aumentato la mia velocità…ho solo cercato di non rallentare stringendo i denti…

Gli ultimi quattrocento metri sono pura emozione. L’arrivo sul tappeto blu della Città delle Scienze mi accoglie. Taglio il traguardo in 3 ore e 58 minuti. Ce l’ho fatta: il mio personal best. Mi fermo, sopraffatto dalla gioia. Sono felice, orgoglioso e grato per questo momento.

Valencia mi ha messo alla prova, ma mi ha regalato una giornata che non dimenticherò mai.

03/11/2024 – New York City Marathon

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E dopo una settimana nella “Grande Mela” torno alla base. Stanchissimo, ma soddisfatto di questa esperienza fantastica. Finisher alla Maratona più difficile ma più bella al mondo, dove i newyorkesi hanno contribuito alla giornata, ognuno a modo proprio, rendendola ancora più bella ed esaltante, con un tifo lungo il percorso veramente mai visto prima. Da State Island , il Verazzano, la vecchia Brooklyn, il Queen, il Bronx ed infine la strepitosa Manhattan con il finale a Central Park.


Ma dietro a questa manifestazione non solo sportiva, c’è una città, anzi la Città per eccellenza. La stravaganza e la confusione della 5° strada, per sfociare a Time Square, dove si mescolano il kitsch e l’eleganza, dove la sensazione è quella di essere all’interno di una lavatrice con sirene e rumori di ogni tipo e gente che fa di tutto per essere osservata. Si contrappongono la pace e la tranquillità di Central Park, di Williamsburg, di Brooklyn. Poi la povertà e la tranquillità di Harlem e del Bronx fanno pensare di non essere nella sfarzosa New York dei grandi grattaceli e dei numerosi negozi di lusso. E le curatissime villette di New Jersey che si vedono nei film, con tanto di barbecue sempre pronto ed i pick-up parcheggiati nei vialetti.


I chilometri fatti a piedi (e non solo nella maratona) sono tantissimi, nonostante la “subway”, i taxi e il traghetto, ma da vedere c’è ancora tanto. Una settimana non basta per scoprire “la città che non dorme mai”, ma basta per tornare a casa con l’obiettivo di riprogrammare un’altra “gitarella”.

A presto New York!


Pre-Gara
La tensione e l’ansia di questo evento è stata pazzesca, è una maratona diversa dalle altre, un po’ perché ci si deve iscrivere almeno un anno prima, quando ancora non si sa se saremmo pronti, se saremmo veloci, se saremmo tranquilli e visto che tra l’altro costa un botto iscriversi, perché si deve andare tramite un tour operator autorizzato ( ce ne sono 5 in Italia), l’agitazione, almeno per quanto mi riguarda, è cominciata mesi prima, perché tutti dicono che è la più difficile, in quanto ci sono molte salite e molte discese, il dislivello è qualcosa di più di 300 metri, ed il clima potrebbe essere variabile ( o molto freddo o molto caldo), poi l’attesa di ore prima della partenza che potrebbe destabilizzare anche i più forti. Quindi tante incognite, e di conseguenza tanta agitazione. Vengono a mancare tutte le nostre certezze e questa non è una bella cosa. Il conforto è solo quello che non c’è un tempo limite per finire la gara, quindi nella peggiore delle ipotesi … si cammina.


Per cercare di capire come funzionava la faccenda ho acquistato un libro, cosi ho cercato di preparare al meglio l’impegno preso, perché alla base di qualsiasi successo, la preparazione è fondamentale, cosi nella corsa come nella vita, e poi noi runners o camminatori se siamo pronti con la testa, almeno l’8o% è già fatto. Il libro che ho acquistato si intitolava “La corsa infinita”… e già qua mi tremavano le gambe ma non aggiungo altro… comunque mi è stato molto utile per scoprire un sacco di dettagli e caricarmi un po’… anche se forse non c’era bisogno .


Purtroppo nel mese di agosto, che era fondamentale per la preparazione della maratona, mi sono prima stirato un polpaccio in MTB, quindi mi sono dovuto fermare. Una volta guarito, in montagna mentre correvo, in discesa sui sassi, mi si è girata una caviglia…distorsione dolorosissima che mi ha fermato per quasi un mese. Mi è costata di fisioterapista quasi coma la Maratona di NY… quindi ho perso praticamente un mese. Ho dovuto concentrare i lunghi nel mese di settembre, ma con troppo poco tempo a disposizione, perché purtroppo lavoro anche…
E quindi i dubbi per la partecipazione alla maratona aumentavano giorno dopo giorno . Ma ormai l’obiettivo non era farla bene, bensì riuscire a finirla in modo dignitoso. E nel frattempo, chi sapeva che dovevo fare la NYCM mi diceva “GODITELA”…

Avrò fatto e disfatto la valigia almeno 10 volte prima di partire … avrò guardato il meteo di Manhattan almeno tre volte al giorno nella settimana precedente, ho mandato a “quel paese” un sacco di gente la settimana prima della gara … quindi ero veramente molto rilassato e nelle condizioni ideali per fare la maratona…
Arrivato a New York il venerdì sera ( e per me era la prima volta nella grande mela ) mi sono tranquillizzato e ormai l’obiettivo era di portarla a termine senza per forza cercare i tempi ( anche perché onestamente non avevo i 42 km sulle gambe ).

La gara
Per fortuna sono riuscito a dormire 6 ore… anche se le sirene dei pompieri, ambulanze e polizia sono sempre di sottofondo per tutta la notte a Manhattan. Sveglia ore 5,00 e quindi bus organizzato dal tour operator (ore 6,00) che ci ha portato alla partenza. Peccato che il mio orario di partenza fosse alle ore 11,30… ghsbr !!! (scusate l’inglesismo). La temperatura era di 4° C, anche se il sole in qualche modo dava speranze di sollievo.


La partenza era sotto il ponte di Verazzano. Dopo i consueti metal detector, perquisizioni e gigionamenti vari, l’attesa era in un vecchio forte dei marines, sul prato tutti vestiti pesanti ma da straccioni, perché così come per la Venice Marathon, un attimo prima della gara, si buttano le tute in recipienti che poi vengono donati a chi ne ha bisogno (gesto bellissimo). Poi che qualcuno fosse in vestaglia o in pigiama o in accappatoio, faceva ridere già così. Quindi l’attesa di un’oretta per fare una pipì pre gara ( anche se i bagni chimici erano tantissimi , e forse non ero l’unico un po’ agitato…) un’altra oretta per un caffè caldo e un pisolino sul prato, e il tempo è trascorso bene, ma forse ero più pronto per l’aperitivo che per la maratona.


11,15: nel Gate la temperatura era di 15 gradi, l’ideale, quindi camminando verso lo start. Inno Americano cantato da una tipa sopra un gippone ( … brividi), colpo di cannone e via!!! Disco di Frank Sinatra che cantava New York , New York… altri brividi!

Spariti tutti i timori, finalmente si iniziava a correre. Io non sono un fulmine, ma ricordo molto bene, che sul ponte di Verazzano (3 km) ho superato un sacco di persone, forse dovevo scaricare tutta la tensione accumulata di mesi. Quindi si arrivava nel Brooklyn , bandiere USA a manetta , tifo sfegatato di persone
di ogni età, mi sembravano completamente fuori di testa, eppure prima di me erano passati almeno altri 60.000 corridori…
Correvo e continuavo a vedere sempre più persone , sempre più musica, band, e disagiati che avevano delle casse da discoteca impressionati pur percependo la loro difficoltà economica. Questa affluenza impressionate di sostenitori è stata poi per tutta la maratona (tranne che per i ponti dove non potevano sostare). Cartelli di ogni tipo, messe gospel durante il percorso, gente vestita nei modi più strani, odori di cibo nauseanti e sirene dei “mitici” pompieri newyorkesi che andavano a mille, poliziotti di colore con le
porte aperte delle loro auto con musica rap a tutto volume… un manicomio!!! La
faccenda era quindi anche molto divertente ed unica. Io non ho mai visto un “cinema” del genere!!! sembrava di essere in un film e non ad una maratona !!! per non parlare poi che appena scoprivano che ero italiano ( ma così per tutti gli italiani ) questi impazzivano e urlavano ancora di più. Gli slogan “Good Job Man”, “Go, Go, Go” oppure “You are the first“ sono stati per tutto il percorso , cosi come a Roma il “Dajeee” è ricorrente.
Stessa cosa appena entrato nel Queens e nel Bronx, stesso tifo e stessa passione. Ognuno cercava di contribuire al tuo successo personale in qualsiasi modo. Mi hanno commosso nel Bronx, quartiere molto povero, le signore che ti omaggiavano di un foglio di scottex per asciugarti il sudore , persone che non avevano neanche gli occhi per piangere, eppure volevano essere di aiuto a chi stava già correndo da 30 km.

Ad un certo punto sento da dietro “Running Team Mestre?” erano 3 amici del Venice Marathon. Ci siamo fatti un selfie e abbiamo fatto un paio di km insieme, poi loro erano più veloci e li ho persi.
Purtroppo la caviglia mi faceva male già a metà gara, e al ponte di Quinsboro al 24 km (che i veneziani chiamano in altro modo…) ho dovuto cominciare a camminare, anche perché non finiva mai!!! Subito dopo c’era la discesa e la famosa curva dopo il ponte, che chiamano “la curva delle vedove”, perché il pubblico è quasi esclusivamente femminile. Mi sono capottato dal ridere quando ho visto un cartello grandissimo con scritto “FUCK ME “… ma chiaramente tutti correvano perché l’obiettivo della giornata era un altro.


Il famoso muro è apparso subito dopo . Dopo una curva a gomito, c’era la 1st , una strada in salita, dritta dritta di circa 7/8 km … na disperassion !!! non si vedeva la fine… Qua è finita la mia gara di corsa ed ho iniziato a camminare, perché i dolori alla caviglia erano lancinanti e oramai volevo finirla. Quindi mi sono fatto praticamente tutta Manhattan alternando corsa a camminata, ma non ne avevo più.
Sono arrivato a Central Park con lo scuro , ma la gente a bordo strada c’era ancora e continuava ad incitare tutti con campane, trombe e cori da stadio … quindi se qualsiasi runner stava pensando di fermarsi o ritirarsi, sembrava quasi uno sgarbo nei confronti di era sul bordo strada da ore per incitare tutti indistintamente.


Gli ultimi km sembrava di vedere dei reduci del Vietnam che cercavano di arrivare al traguardo, zoppicanti, incerottati, stravolti. Ma tanti giovani e anche “fisicati”, quindi per me che sono “diversamente giovane” (…) era motivo di orgoglio tagliare il traguardo insieme a loro.

Tagliato il traguardo con un tempo disastroso, la mia peggiore performace in una maratona, ma già dal 26 km me la ero massa via e l’obiettivo era arrivare alla fine senza danni fisici. E devo dire che me la sono proprio goduta !!! ho visto negli occhi tante persone, ho visto usi e costumi locali, ho dato dei “five” a tantissimi bambini , ho bevuto una birra da un gruppo di volontari che me l’ha offerta… una delle più buone dell’ultimo periodo… praticamente gli ultimi 10 km una gita di piacere.


Poi finita la gara, la medaglia, pesantissima e il caldo poncho in pile , che viene dato a tutti
i finisher, visto che era diventato nuovamente un freddo cane ed eravamo tutti in maglietta
e pantaloncini. Ero talmente stanco che ho pure preso la strada opposta per il ritorno in hotel, quindi
facendo altri 4/5 km in più a piedi a ritmo lumaca … però ogni persona che ho incrociato
lungo la strada del rientro, mi diceva “ Congratulations” , persone di ogni età e che non
c’entravano nulla con la NYCM . Confesso che solo in questi momenti mi sono commosso
e mi sono reso conto di cosa avevo fatto, forse gli americani sopravvalutano chi fa una
maratona, però questa chicca finale fa di ogni finisher un campione del mondo!!!
Questa è la mia NEW YORK CITY MARATHON, semplicemente stupenda per emozioni!!!


Mi scuso per essere stato troppo lungo e forse noioso, ma l’adrenalina e l’emozione è ancora presente
Auguro a tutti voi di fare questa maratona almeno una volta nella vita. Io l’ho fatta alla tenerà età di 63 anni, quindi avete tempo per organizzarvi.


Un saluto, Andrea Ceccato

Appuntamento RTM alla Corsa d’Autunno di Orgnano Spinea!

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Domenica 20 ottobre, il Running Team Mestre si dà appuntamento allla “Corsa d’autunno” di Orgnano Spinea organizzata dagli amici di RunSpineaRun. I percorsi disponibili saranno tre: 6, 12 e 18 Km. Per molti sarà l’occasione per un allenamento di rifinitura prima della Venice Marathon. La partenza è prevista per le ore 9.00 .

Intendiamo fare un’iscrizione di gruppo. Il numero di partecipanti va comunicato anticipatamente e quindi è necessario segnalare la propria presenza a Stefano Bevilacqua entro e non oltre venerdì 18. Il costo è di 3.50 EUR.

GioveDìCorsa in Tour

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Giovedì 20 giugno, GioveDìCorsa, il nostro allenamento di gruppo, sarà speciale!

La partenza avverrà alle ore 19.30 dal Park 280 al Tronchetto.

L’allenamento, nel giorno più lungo dell’anno, si svolgerà lungo il percoso del Venice Night Trail. Correremo per Venezia con passo libero, cercando tuttavia di rimanere il più uniti possibile!

Un ristoro particolare ci porterà a bere un aperitivo presso il Tarnowska’s American Bar per poi ripartire finendo la corsa sempre al Tronchetto.

Vi aspettiamo tutti!

Consegna delle T-shirt “GioveDìCorsa”

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Ieri 6 Giugno, come da appuntamento, abbiamo presentato e consegnato le maglie dedicate all’allenamento settimanale che, ormai da un paio di anni, organizziamo al Parco San Giuliano il giovedì sera.

Per l’occasione ci siamo scattati un po’ di foto a ricordo di questo speciale momento.

Ringraziamo ancora una volta il nostro atleta e amico Andrea Ceccato per aver sostenuto il progetto T-shirt del GioveDìCorsa. Andrea è consulente finanziario di Banca Generali Private e qualora foste interessati a contattattarlo per vostre esigenze personali questo è il suo riferimento: https://consulente.bancagenerali.it/web/andrea.ceccato

Ricordiamo a coloro che non erano presenti ieri e che avevano prenotato la maglia che sarà possibile ritirarla presso il nostro gazebo in occasione degli allenamenti del Giovedì.

Presentazione delle divise di allenamento GioveDìCorsa

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Il 6 giugno 2024, il Running Team Mestre presenterà la maglia dedicata all’allenamento settimanale che, ormai da un paio di anni, organizza al Parco San Giuliano il giovedì sera.

Il Direttivo invita coloro che ne hanno fatto espressamente richiesta, ma anche tutto il resto del team, a partecipare alla consegna delle T-shirt alle ore 18.30 presso il nostro gazebo. A seguire, ovviamente, si terrà regolarmente l’allenamento con le nuove divise.

La maglia del GioveDìCorsa è stata disegnata dal nostro tesserato Fabio Aidone e realizzata dall’azienda MR SPORT di Santa Maria di Sala dopo una attenta valutazione del materiale tecnico.

Un grosso ringraziamento per la realizzazione del progetto però va al nostro atleta Andrea Ceccato, consulente finanziario di Banca Generali Private. Vi lasciamo un suo riferimento, qualora foste interessati a contattattarlo per vostre esigenze personali: https://consulente.bancagenerali.it/web/andrea.ceccato

12/05/2024 – Leiden Half Marathon 2024

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Leiden De 21 Van Bunning & Partners 11/12 maggio 2024

Nel fine settimana tra l’11 e il 12 maggio 2024 si sono svolte a Leiden (Paesi Bassi) una serie di corse, la Maratona, la Mezza Maratona, la 10 km, la 5 km e la kids, ognuna con un percorso diverso dall’altro, ma con lo stesso arrivo.

Tutto il sabato dedicato ai camminatori, mentre la domenica per chi correva, quindi due giornate di gare con circa 15.000 iscritti. Praticamente una grande festa di sport.

Sicuramente vi domanderete perché sono andato a fare una gara di corsa in Olanda con tutte le gare che ci sono da noi … la risposta è molto semplice: mio figlio vive e lavora proprio qua da circa 3 anni. Ogni 2-3 mesi prendo l’aereo e vengo a trovarlo, e, dopo aver fatto decine di chilometri di corsa solitaria nelle mie trasferte olandesi (visto che ogni volta mi porto l’attrezzatura da runner… ), ho pensato bene di iscrivermi ad una gara, dato che tante strade, ponti e palazzi storici li conoscevo ormai molto bene, ma mi mancavano alcuni paesini delle campagne nei dintorni … quindi più una “race turistica” che competitiva.

Leiden è una città dell’Olanda Meridionale che sorge sulle rive del vecchio Reno, a circa 20 km a Nord da l’Aia (Capitale e Residenza del Re) e a 40 km a Sud di Amsterdam. Conta circa 125.000 abitanti residenti, escludendo però i tantissimi studenti universitari che la popolano dato che c’è la sede dell’Università più antica del paese, risalente al 1575. Praticamente è una piccola Amsterdam, ma meno caotica e secondo me molto più bella ( ma io sono di parte …).

Dopo questa doverosa premessa, arrivato venerdì sera dall’Italia, sabato mattina (giorno di mercato) ho ritirato il pettorale, tra bande e musiche di ogni genere, fiori in quantità industriale e la bella gara dei camminatori. Di solito questo posto è molto tranquillo, anche perché gli olandesi sono sì molto sorridenti, ma anche molto riservati e chiusi e difficilmente si riesce ad entrare in confidenza con loro. Invece sabato 11 sembrava già di essere “al manicomio” dalla confusione che c’era … sicuramente ha contribuito anche il clima , visto che sembrava la prima giornata d’estate , quando qua di solito la temperatura si aggira sui 10-12 ° C e con il vento costante a 30/40 km/h, mentre a mezzogiorno di sabato si sfioravano i 25 ° C in assenza di vento  ( prima preoccupazione… mmmmm )

La Gara

Viste le usuali temperature, l’ora di partenza della mezza maratona, era prevista alle ore 11, che poi è slittata alle 11,30 in quanto sono state fatte le griglie e si partiva scaglionati.

Io da buon dilettante ero in Griglia F… ero insieme ai peggiori. Ed è giusto così, ma il secondo disagio l’ho provato quando, una volta schierato in griglia, ho avuto tempo di vedere chi avevo al mio fianco… allora, l’altezza media delle donne olandesi è attorno al metro ed ottanta, con “stangone” che arrivavano anche ad un metro e novanta, non vi dico neanche quanto erano alti “i maschietti”… praticamente ero un nano in mezzo ai giganti !!!  e allora ho fatto i primi conti… con un passo di corsa loro, io potevo farne circa 3 … praticamente un trionfo !!!  Come fare una gara di 21 km tutta in salita, però poi sono tornato a ragionare e ho pensato che la gara era tra me e me e non tra me e loro, anche perché l’età media era veramente molto bassa, era pieno di giovani e gli “anziani” come il sottoscritto non erano poi tanti.

Dopo 40 minuti in griglia … siamo partiti, 2-3 km in città, con un tifo assordante ( anche se non capisco un H di olandese ) ma intuivo i messaggi. Quindi già al km 4, prima di raggiungere una località meravigliosa (Zoeterwoude), hanno cominciato a dare le spugne zuppe d’acqua per rinfrescarsi, visto che eravamo già a +28°C … però le bande musicali, le persone a bordo strada e fuori dalle meravigliose ville e il leggero vento contrario, rendevano la corsa veramente bella.

Avrò dato il classico “five” a non so quanti minuscoli bambini che leggevano il nome sulla maglia e  urlavano qualcosa sicuramente di molto bello ma a me incompresibile … l’unica cosa che capivo era “ANTTREA … “ che è la traduzione urlata del mio nome in olandese-tedesco . La cosa fantastica, sia che si fosse in città, che nei campi, è che per 21 km ho visto i “freddi olandesi” sciogliersi al sole e diventare calorosissimi e super tifosi di tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dalla nazionalità, dall’età e dal più nano al più mastodontico Unno. Mi hanno anche chiamato “Antrea Bocelli “ … ahahhaha. Ho visto più gente fulminata in queste due ore (abbondanti…) di corsa che negli ultimi 12 mesi. C’erano settantenni che ballavano a bordo strada con musiche anni 70, i folkloristici “figli dei fiori” e musicisti improvvisati che suonavano strumenti di ogni tipo , veramente uno spasso . Diciamo che ha aiutato molto correre in queste condizioni.

Visto il grande caldo e anomalo in questo periodo, Il Sindaco di Leiden aveva quasi precettato i cittadini che abitavano lungo il percorso della gara, e quindi ogni 150 metri c’era qualcuno con le pompe d’acqua che innaffiava i runners, poi c’erano quelli bravi che avevano il getto a spruzzo , e quindi quelli “simpatici” che invece andavano di “gavettoni”… chissà se hanno capito cosa ho detto io in veneziano in quei frangenti … ma tutto faceva colore, diciamo comunque che lo spugnaggio ogni 2/3 km era un toccasana.

Altra cosa poco simpatica è che purtroppo ho visto tanti ragazzi stramazzare al suolo , forse perché poco abituati al caldo, forse perché poco allenati, però ho dovuto fermarmi un paio di volte per dare i primi soccorsi, per fortuna che operatori medici ce ne erano in abbondanza. Giusto per dare l’idea delle condizioni climatiche, ho poi saputo che la 10 km che doveva partire più tardi è stata annullata per troppi runners colti da malore nella 21 e nella 42 …

A parte questo, e qua chiudo questo tomo, la giornata è stata fantastica, con gli ultimi 5 km in Centro Città. Il coinvolgimento del solitamente freddi olandesi mi ha preso veramente di sorpresa (saranno forse le aromatiche erbe che girano da queste parti), le campagne con mucche, pecore e perfino bisonti (recintati) che hanno fatto da contorno e la grande festa in città hanno reso questa corsa veramente magica .

Oggi non era da guardare il Garmin, ma tutto quello che ho visto attorno a me. Io ho cercato di onorare i colori di RTM portando a termine la gara, anche se con tempi ridicoli per quanto mi riguarda, ma la passione per chi fa sport ad ogni livello oggi era al primo posto, tutto il resto è andato in secondo piano.

La rifarò ? Eccerto che si , buone corse a tutti.

Andrea Ceccato