9° giorno del 9° mese. 9a edizione. il 99% degli partecipanti ha notato che faceva caldino e Filippo Dabalà ha pianificato la sua gara per arrivare 9° assoluto!
Sciocchezze a parte, vogliamo dire un “Bravi tutti!” perchè anche oggi RTM si è portato a casa il 2° posto come gruppo più numeroso.
Il percorso della gara si snodava tra le vie di Mestre per il parco Bissuola (per tutti), il Bosco dell’Osellino per i 13 & 21km e il parco San Giuliano (solo per la lunga distanza).
Ultima cosa, ma non per importanza un saluto a Maurizio Stievano, che possiamo dire che oggi ha corso con noi.
Alleghiamo come di prassi la classifica della nostra squadra per la competitiva.
Ieri è stata una giornata importante per il nostro team. Tre nostri atleti (Stefano Mercurio, Valentina Pavanello e Carlotta Finotello) ottengono infatti prestigiosi risultati in occasione della terza edizione de La Dorsale Panoramica Piancavallo-Cansiglio.
Stefano si classifica come secondo assoluto al traguardo della Maratona con un tempo di 3 ore e 51 minuti! Valentina e Carlotta si piazzano al secondo e terzo posto tra le donne nella 30 km. Un caloroso applauso da tutti noi va ai nostri 3 portacolori per il prestigioso risultato ottenuto!
Ma è giusto lasciare spazio alle parole del nostro Stefano che ci parla della sua gara di ieri.
Secondo assoluto in una gara ufficiale Fidal. Come è stato possibile? Immagino che qualche spunto sulle motivazioni recondite di tale improbabile evenienza possa essere ritrovato in testi sociologici specializzati quali, ad esempio, “Il culo di Sacchi” di Gene Gnocchi. Ma suppongo che uno dei maggiori luminari della materia fosse mio nonno quando diceva “El mondo xe spartìo mae” (traducibile con: “Ahimè l’ingiustizia regna sovrana”). Piancavallo Cansiglio Run, serie di gare del Calendario Fidal classificate come Trail, con percorsi di varia lunghezza che, partendo da Piancavallo, percorrono la dorsale panoramica del Cansiglio, tra le più varie superfici (dall’asfalto al cemento, dallo sterrato compatto ai più tipici sentieri boschivi). Partecipo alla 42 chilometri, con dislivello ufficiale 1000 metri, secondo alcune applicazioni 1400, comunque discreto. Si parte, giro a Piancavallo, un paio di chilometri di discesa e poi inizia la prima salita. Ci ritroviamo in cinque davanti. So che Francesco è di un altro livello, gli altri non li conosco. Vanno via in tre, io resto con Andrea, che scopro essere arrivato quarto l’anno prima nella stessa gara. Al decimo chilometro indugio ad un ristoro e lui va avanti. Va su bene mentre io non penso sia il caso di forzare. Lo vedo sparire lentamente. Ritengo comunque l’eventuale quinto posto un risultato eccezionale. Dopo un po’ di chilometri riprendo il ragazzo di origine indiana. Ha male al ginocchio. Lo incoraggio e proseguo. Ritengo l’eventuale quarto posto un risultato eccezionale. Ad un certo punto trovo Valentina e Carlotta, che fanno la 30 chilometri (arriveranno seconda e terza, per dire). Ottima compagnia, buon ritmo, resto con loro. Attraversiamo un po’ di chilometri di bosco con fango. Non l’ideale con le scarpe da strada, ma ho visto di peggio. Una volta tornati sulla strada inizia l’ultima discesa. Siamo ormai a meno di cinque chilometri dall’arrivo quando guardo giù oltre il tornante e… ma… quello là davanti è proprio Andrea, ora terzo!! Vado. Lo riprendo e scambiamo due parole. Lui ha i crampi, io non ancora (anche se i miei muscoli in passato sono stati meglio). Decido di giustificare la posizione tirando tutta la discesa. Ritengo l’eventuale terzo posto un risultato eccezionale. A tre chilometri dalla fine… quello là… accidenti… mi sembra il secondo. So che è pettinato come me, ma in quel momento ha un cappellino. Mi avvicino ancora: è lui. Termino la discesa a tutta e attacco gli ultimi due chilometri di salita al limite delle mie possibilità. Non mi giro: se è rimasto in scia ce la giochiamo in volata. Dopo il 41esimo c’è un tornante. Guardo giù. Non è rimasto in scia. Posso rifiatare. Trovo Moris che mi incita a 50 metri dal traguardo. Ritengo il secondo posto un risultato (per me) assolutamente eccezionale. Data l’estrema improbabilità del ripetersi di tale evento, mediterò sull’eventualità del ritiroinbellezza mentre sorseggio il litro e mezzo di grappa friulana che fa parte dei premi vinti… Grazie a tutti per la compagnia e a Matteo Redolfi per l’organizzazione!!
Stefano Mercurio
Ma non dimentichiamoci anche di tutti gli altri nostri atleti. Al via de La Dorsale Panoramica Piancavallo – Cansiglio eravate ben in 18! Siamo felici di poter aggiungere al nostro sito le foto che ci avete spedito prima della partenza, all’arrivo e al meritato ristoro al termine della gara.
Sabato 7 luglio, Primiero, cuore del Parco naturale di Paneveggio – Pale di San Martino, ha fatto da cornice alla Primiero Dolomiti Marathon, l’evento organizzato dall’ U.S. PRIMIERO ASD e ASD VENICEMARATHON CLUB.
Tre i percorsi mozzafiato lungo le valli incontaminate di Primiero di diversa lunghezza e difficoltà: 42K, 26K e 6.5K.
Tra i 461 finisher della 42 Km ci sono i nostri due atleti Moris Tosi e Gabriele Gasparini.
All’arrivo della gara da 26 km altri 9 atleti del Running Team Mestre. Questi i loro tempi.
Ed ecco alcuni scatti dalla gara dei nostri compagni. Bravissimi!
Si è disputata ieri la diciannovesima edizione della CORTINA DOBBIACO RUN, corsa di 30 km che ripercorre il percorso dell’ex-ferrovia che collegava le località di Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco tra paesaggi mozzafiato, immersi nella natura incontaminata.
Alla partenza da Corso Italia, fissata per le ore 9.30, Running Team Mestre si presenta con ben 31 atleti. D’obbligo è la foto prima del via!
Il numero elevato di partecipanti alla gara ci consente di classificarci come quarta squadra più numerosa iscritta. In una gara così particolare e con atleti provenienti da tutta Italia, questo risultato non può che renderci orgogliosi.
Assai nutrito anche il gruppo del Fitwalking in Venice, come testimonia la foto qui sotto.
I 31 atleti RTM tagliano il traguardo finale con i tempi qui sotto riportati. Sempre sul pezzo Filippo Dabalà che chiude nono di categoria in 2:01:23″. Anna Dall’Acqua è invece la prima delle nostre donne a chiudere i 30 km in 2:46:10″. A loro i nostri complimenti!
Ed ecco alcune foto scattate ieri all’arrivo (grazie a Reginaldo Chinellato) che abbiamo ricevuto e che gelosamente archiviamo sul nostro sito.
LA MIA CORTINA DOBBIACO RUN
30 km correndo? Ma sei pazzo!
Questa sarebbe stata la mia risposta fino a qualche mese fa. Fino a ieri la mia massima distanza percorsa erano i classici 21.097 metri di una Mezza Maratona. Non corro da molto e non lo faccio regolarmente. Preferisco la bici da strada, ma la corsa, soprattutto d’inverno, per me risulta un ottimo modo per tenermi in forma.
Della Cortina Dobbiaco Run me ne avevano parlato tutti molto bene. “Vedrai che bei paesaggi, non ti accorgerai nemmeno del chilometraggio o del dislivello!” Sarà, ho sempre pensato io. Di solito quando corro è come se lo facessi in un lungo tunnel dove tutto ciò che è intorno a me scompare. In solitudine poi l’effetto è ancor più amplificato dalla ripetività del gesto atletico.
Ciononostante ho voluto provarci! Dopo tutto mi sono iscritto alla Venice Marathon di fine ottobre e prima o poi queste distanze le dovrò correre…Ed eccomi quindi iscritto alla Cortina Dobbiaco Run.
Mi accordo con Fabio Aidone, Giorgio Baldin e Monica Menon per raggiungere Cortina in auto assieme. Partenza ore 5.30 da Mestre! Sembra follia ma è necessario per non rischiare di fare tardi. Giunti in partenza è stato un piacere rivedere i compagni di squadra. La divisa RTM giallo fluo aiuta a riconoscersi e incentiva a scambiarsi il saluto 🙂
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In breve tempo ci si ritrova su Corso Italia pronti al via!
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Oggi la strategia di gara è: arrivare al traguardo, godendosela! Condivido la missione col mio amico da una vita Fabio. Oggi non ci interessa il crono, il tempo al km, i bpm del cardiofrequenzimetro. Unico obiettivo è gustarci la gara e portarci a casa dei bei ricordi da condividere. Al mio polso quindi una GoPro per scattare foto e girare qualche video.
La gara parte in perfetto orario e superiamo agevolmente i primi 2-3 km di asfalto per uscire da Cortina. In un attimo ci si ritrova sul percorso sterrato dell’ex ferrovia. Ben presto si avverte anche il cambio di pendenza che non sarà mai notevole ma rallenta inevitabilmente il passo. La giornata è meravigliosa, l’aria frizzante: insomma clima ideale per sgranchirsi le gambe…
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A 6 o 7 km dal via si giunge all’imbocco del primo dei 2 tunnel scavati nella montagna che caratterizzano il percorso. Tempo di scattare qualche foto!
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Passate le gallerie la strada continua leggermente a salire, ma lo sterrato è in buone condizioni e il sentiero è completamente immerso in un verdissimo bosco. Avanziamo e nel frattempo abbiamo modo di farci anche una chiacchierata con dei runner veronesi.
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Intorno al tredicesimo km si raggiunge il passo Cimabanche. La salita è finita! Facciamo un check sul nostro stato di salute. Le gambe girano bene. Il passo di poco inferiore ai 6’/km ci ha permesso di risparmiarle abbastanza. Si comincia quindi la discesa. Il ghiaino qui peggiora e non forziamo troppo per non incappare in qualche rovinosa caduta. Da lontano spunta la sagoma della nostra amica Monica. La raggiungiamo, scambiamo quattro chiacchiere, corriamo insieme per qualche km e ci facciamo qualche foto.
Monica sembra accusare la salita forse affrontata troppo velocemente, io e Fabio la distanziamo e proseguiamo il nostro viaggio. Quando si inizia a costeggiare il torrente e poi si raggiunge il lago di Landro ci regaliamo qualche secondo per scattare altre foto.
Ma è poco più avanti che abbiamo optato per fermarci. Dopo circa 20 km di gara si raggiunge probabilmente il posto più magico dell’intero percorso. Circondati da un prato pieno di fiorellini gialli, sulla destra, lo scorcio suggestivo delle Tre Cime di Lavaredo! Del crono finale abbiamo già detto non importarci granchè, arrestiamo la nostra corsa e immortaliamo il paesaggio.
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Dopo 2 ore di corsa si inizia ad essere stanchetti, si può perdonare all’amico le sue pose imbarazzanti! 🙂
Riprendiamo la marcia. Al 21simo km penso: da qui è tutto terreno inesplorato per me. Non so cosa potrà mai succedermi: crampi, problemi intestinali, morte improvvisa! Sembra tutto a posto e all’ultimo ristoro ci rifocilliamo adeguatamente per concludere la gara. Raggiungiamo il lago di Dobbiaco e lì capisco che ci siamo quasi. E’ fatta! A circa un km dalla fine ci sorprende una piccola salita tagliagambe ma oramai si corre tra la gente. Basta qualche applauso, un incitamento, un 5 scambiato con un bambino a bordo strada che alla fatica non ci si pensa più.
Voglio condividere con voi il video dell’arrivo. Il mio compagno di gara si è impegnato a fare il buffone con gli spettatori, ma ci siamo gasati come non mai. E sulla finish line chiudiamo con un crono di 3:00:10″. E in quel momento pensi: “Ca**o per 11 secondi non stavo sotto le 3 ore!” Ma tanto già lo sai che l’anno prossimo sarà diverso.