Domenica 20 ottobre, il Running Team Mestre si dà appuntamento allla “Corsa d’autunno” di Orgnano Spinea organizzata dagli amici di RunSpineaRun. I percorsi disponibili saranno tre: 6, 12 e 18 Km. Per molti sarà l’occasione per un allenamento di rifinitura prima della Venice Marathon. La partenza è prevista per le ore 9.00 .
Intendiamo fare un’iscrizione di gruppo. Il numero di partecipanti va comunicato anticipatamente e quindi è necessario segnalare la propria presenza a Stefano Bevilacqua entro e non oltre venerdì 18. Il costo è di 3.50 EUR.
La partenza e’ situata in una cornice stupenda. Ci sono suonatori che intonano ritmi brasiliani con vari tamburi. Preferisco iniziare ad un ritmo lento. Passiamo quindi sotto un tunnel che sbuca in un viale che ci fa arrivare fino all’ Auditorium di Tenerife (progettato da Calatrava) quindi si sale verso est a rientrare verso la parte alta della città di Santa Cruz.
Il sole picchia forte gia’ a quest’ora del mattino (non sono ancora le 9…); fortunatamente adesso alcuni palazzi ci fanno un po’ d’ombra. Ora si corre nelle vie del centro storico passando per i luoghi piu’ suggestivi. I ristori comunque sono molto frequenti poiche’ il sole non fa sconti a nessuno e la voglia di reidratarsi e’ tanta. Superata anche Plaza de Espagna e Plaza Candelaria (dove spicca un monumento del Canova dedicato alla Vergine ) si comincia a lasciare la citta’ per immettersi nella litoranea che porta alla spiaggia di Las Teresitas dove, poco prima di arrivarci, c’e’ un “ giro di boa” e si torna verso Santa Cruz.
Ora il paesaggio dell’Oceano e’ molto bello ma il caldo e’ tremendo e si suda moltissimo. Io tengo duro e negli ultimi 5 chilometri riesco addirittura ad allungare il passo. Arrivo in poco piu’ di due ore molto soddisfatto e stanco ma non stremato.
Non mi alleno da 4-5 mesi dovuto ad un infortunio bastardo, in poche parole ho “consumato” le ginocchia… sono in attesa di una visita molto importante a fine ottobre, e mi è stato proibito categoricamente di correre distanze lunghe, non più di 10 km – 2/3 volte alla settimana per non infiammare più del dovuto le cartilagini, le articolazioni e i tendini… etc … e io testarda;
Vi giuro, non immaginavo minimamente che mi potesse passare per la testa fare una idiozia del genere…, ormai è troppo tardi
Per motivi di salute di mio padre (purtroppo) decido due settimana fa di partire per andare in Moldavia. Non sapevo che c’era la maratona di Chisinau- capitale; però per curiosità ho guardato se si poteva inscriversi ( pensavo un 10 km nulla di più visto la mia situazione); ma purtroppo per 5,10 e 21 km non c’erano più pettorali, invece ce n’erano per la maratona (era solo un sogno visto che allenamenti lunghi non ne facevo da quasi da 5 mesi) perciò abbandono questa idea folle e finalmente parto per Moldavia. Venerdì notte affronto il viaggio e sabato mattina decido di fare un giro nella capitale per vedere le preparazioni e … guarda caso incontro degli amici di vecchia data che mi convincono di divertirmi con loro domenica mattina in gara. Mi trovano pure un pettorale ceduto da una loro amica che aveva la gamba ingessata, povera ragazza; pura follia fare una gara così ed anche una intera maratona così all’improvviso
Ora che vi scrivo, mi rendo conto cosa ho combinato, invece sabato non ero cosciente ; per fortuna che ogni volta che vado in viaggio, porto sempre in valigia qualcosa per correre ed allenarmi;
Mi trovo nel mio paese, c’è la maratona … allora facciamo questa benedetta maratona.
Però! Perché?! Ormai! Che dire? Ormai è troppo tardi per ritirasi perciò domenica mattina alle 9:00 sotto lo start nella Piazza della grande assemblea nazionale – Felice?! … di più
– Ti penti ?! – neanche un secondo, minimamente no!
Perciò concludo : dolori post gara alle ginocchia allucinanti, il percorso noioso, un circuito di 10,5 km x 4 volte e con un dislivello di 290 metri ; caldo pazzesco oltre i 30 gradi ;
ma il 7° posto Assoluto Donne non me lo toglie nessuno. Sudata, meritata …e goduta al massimo
Avevo il piacere di condividere con Voi Running Team Mestre questa “pura follia” e dire, che “generalizzando” le maratone e le ultramaratone si fanno di testa, cuore e anche tanta tanta passione, l’allenamento … è l’ultimo gradino.
Sabato 16 settembre ha preso il via la 29^ edizione della Lupatotissima, gara veronese di 6-12-24 ore in un circuito di poco superiore ai 1500 metri. Considerato il caldo anomalo persistente, quest’anno decido di disertare la 24h e di cimentarmi nella 12h che, partendo alle 10 di sera, si sarebbe svolta prevalentemente durante la notte.
Dopo la pausa estiva è stato bello rimettersi in gioco, immergersi nuovamente nella particolare atmosfera dell’ultramaratona e soprattutto ritrovare vecchi amici e compagni di ventura, in particolare Domenico Masiero e Roberto Genovese che, più temerari di me, si stavano impegnando nella 24h sfidando il caldo torrido e che, nonostante la fatica hanno anche trovato la forza di incoraggiarmi.
Sebbene fosse sera la temperatura non è mai scesa sotto i 23° e il tasso di umidità è rimasto sempre piuttosto elevato. Comunque parto con la speranza di superare gli 80 km, distanza che mi pare raggiungibile almeno fino all’ottava ora di gara. Poi l’improvviso calo di rendimento mi costringe a ridimensionare il mio obiettivo. Alla fine riesco a portare a casa 75,991 km ufficiali (77,600 km ufficiosi), posizionandomi circa a metà classifica.
Di seguito l’articolo tratto dal Gazzettino di Venezia a cura di Francesco Marcuglia
Altra bella impresa di Domenico Masiero, classe 1966, di Zelarino.
Ha preso parte alla 10×50 chilometri al lago d’Orta, vale a dire 50 chilometri per 10 giorni consecutivi. Il portacolori di Running Team Mestre ha concluso il totale di 500 chilometri in 56 ore 10’36” preceduto da illustri fondisti: Adam “Tango” Holland (inglese, già iridato), Giorgio Calcaterra (celebre per le sue oltra 500 maratone), Michele d’Errico (tricolore 100 km), Claude Birrer (campione svizzero).
Il comportamento del runner mestrino è stato alquanto regolare, palesando una certa continuità
di rendimento, indice di equilibrio psico-fisico. Tutte e dieci le prove le ha ultimate entro le 5 ore e mezza, tra 5.12 (la più veloce) e 5.25 (più lenta). Percorso non certo dei più agevoli.
Un circùito di 10,5 chilometri (85 per cento asfalto, 15 sterrato), da ripetersi per 5 tornate, con partenza ed arrivi in piazza del Lido di Gozzano, ed a svilupparsi sui sentieri di Mottarone, Mazzocane, Monte Croce e nei borghi d’Orta San Giuliano e Pella.
Parecchi saliscendi, in complesso 5mila metri di dislivello positivo. “Non ho accusato nessun problema – racconta Masiero -, al contrario delle altre edizioni cui avevo preso parte. E nemmeno vesciche ai piedi. Se vogliamo considerarlo episodio imbarazzante, sono stato avvicinato da un grosso cane. Io, concentrato sulla gara, sono stato preso dal panico. Istintivamente mi sono gettato a terra. Per fortuna è intervenuto il padrone che ha bloccato l’animale. In conclusione più che soddisfacente la prestazione, grazie anche per il basilare supporto di mia moglie Paola. Una nota simpatica, alla conclusione della mia 250esima tra maratone ed ultramaratone in carriera, ho festeggiato alla penultima tappa con tutti i concorrenti, attorno ad una mega crostata. E’ stato bello e rilassante. L’indomani, in mattinata, il via all’ultima 50 chilometri”. Ma Domenico, da autentico stacanovista della corsa estrema, prosegue imperterrito nel suo fitto programma.
“Ora un paio di maratone, a Parma e Ravenna. Anche la 6 ore di Monselice. In seguito, a metà settembre, a Verona la celebre Lupatotissima 24 ore non stop. Ad ottobre reclutato da Venicemarathon, anche per questa edizione, come “uomo palloncino”. In soldoni condurre delle neofite a tagliare il traguardo in Riva Sette Martiri al ritmo-camminata di 5.30 al chilometro.
Tutto questo mio programma agonistico, comunque, lavoro di gommista permettendo.”
Vorremmo raccontare brevemente la nostra esperienza alla Moonlight Half Marathon di Jesolo.
Non essendo delle campionesse e coscienti delle nostre capacità, fino all’ultimo eravamo indecise se fare i 21 km o fermarci a 10 km.
Piccola premessa, noi con entusiasmo ci iscriviamo da per tutto, non guardando mai i tempi di percorrenza, perché per noi conta il divertimento e stare bene, poi l’euforia si spegne in un attimo quando realizziamo il tempo stabilito, creando in noi ansie e insicurezze.
Alla fine, ci siamo messe nuovamente alla prova, abbiamo deciso per i 21 km.
Già al primo km una di noi, che ha le capacità ma non ha ancora realizzato di averle è partita, per la felicità delle altre due.
Noi due ci siamo sostenute fino alla fine, considerate la scopa dal personale di sicurezza che nonostante i nostri tempi ci ha sostenuto fino all’arrivo (soddisfazione personale essere poi arrivate penultime) complimentandosi con noi per avere mantenuto un buon ritmo, la tecnica e il sorriso per tutto il percorso.
Ecco per noi questo è stato molto gratificante.
Come è stato bellissimo l’incitamento che abbiamo trovato per tutto il percorso, (tranne qualche battuta infelice di chi faceva servizio sicurezza, di una certa età, queste persone dovrebbero evitare di fare i volontari) e soprattutto al nostro arrivo, dove chi era arrivato prima di noi ci ha aspettato fino alla fine per festeggiare insieme anche questo obiettivo e la nostra socia che ci aspettava a braccia aperte per condividere con noi le sue emozioni che grazie anche al supporto di un gruppo “concorrente “ è riuscita ad arrivare al traguardo.
Uu grazie anche a chi ha atteso il nostro arrivo all’undicesimo km, non perdendo la speranza che arrivassimo, anche questo ci ha incoraggiato a continuare.
Per concludere, siamo contente di aver deciso di fare i 21 km, con i nostri tempi anche se non siamo state classificate, ma per noi è questa la nostra soddisfazione più grande averla portata a termine.
Sabato 15 aprile si sono svolte le gare dell’Ultramarathon Festival Venice con le partenze scaglionate della 24H, 24H Staffetta e 12H mentre domenica 16, quella della 6H alla quale ho partecipato per la prima volta. Gare che vertevano nel percorrere il maggior numero di chilometri all’interno dell’arco temporale prefissato. Colta da entusiasmo, mi sono iscritta alla 6H sopravvalutandomi abbondantemente e ridendo di me stessa perché avrei corso in tondo come un criceto visto che l’anello da percorrere tante volte era di soli 1.382m. Inizialmente pensavo sarei riuscita a correre almeno 50 km poi risvegliandomi dall’utopia, ho capito che dovevo puntare sulla distanza di 45km, non avendo esperienza di corsa per così tante ore consecutive. E invece il mio Garmin ha segnato con mio grande rammarico, la distanza di 44,630km. Motivo? Crampi, crampi e ancora crampi dal 30°km che mi hanno fatto percorrere la seconda parte della gara camminando anziché correndo. La cosa bella è che mi sono divertita un mondo, fino al 30° km ca, ho sempre corso in compagnia di Luisa Parisi e devo dire che le ciaccole non sono mancate. La giornata era favolosa, forse un po’ troppo ventosa ma tutto sommato è andata bene così altrimenti il sole ed il caldo si sarebbero fatti sentire. Non è mai mancato il tifo da parte dei partecipanti alle altre due gare, rimasti ancora a San Giuliano e degli accompagnatori di tutte le società sportive aderenti. Running Team Mestre ha partecipato con un nutrito gruppo di atleti, raggiungendo ottimi risultati. Ho praticamente obbligato Luisa ad aspettare le premiazioni della nostra gara nonostante la stanchezza, perché, le ho detto, non si sa mai. Ed eccola salire sul podio per essere premiata. Ero talmente stanca da non riuscire a scattarle la foto della premiazione in tempo (non riuscivo ad alzarmi dalla panca), obbligandola in un secondo momento, nonostante la sua riluttanza, a risalire sul gradino più alto per poterla immortalare. La smania di fotografare anche se solo con un cellulare non passa neanche da stanca morta com’ero e scusatemi se ho poi inondato la nostra chat WhatsApp con le mie foto ed i miei selfie. Bellissima esperienza (crampi a parte), bella la compagine, la compagnia e l’organizzazione e come sempre grande Running Team Mestre.
Sabato 1° aprile si è svolta la 7.ma edizione della VeniceNightTrail alla quale ho partecipato senza Luana, la mia abituale compagna di merende. Serata magnifica, freschetta ma non troppo, nulla a che vedere con l’edizione dello scorso anno con freddo, vento e pioggia ma soprattutto, pochi partecipanti.
Eravamo in tantissimi quest’anno alla partenza e questo ha causato ingorghi e rallentamenti nelle calli più strette, con i turisti inizialmente più frastornati che divertiti al contrario, in Piazza San Marco, tutti euforici. Diciamo che tra l’Accademia e La Salute, in molti tra turisti e Veneziani, avevano fatto il pieno di spritzetti a giudicare dall’odore di Prosecco e Aperol che aleggiava nell’aria. Edizione magnifica, per quanto mi riguarda, e, se devo dirla tutta, i rallentamenti mi permettevano di recuperare alla grande. Sono ormai lenta e, se mi voglio divertire, non mi devo scannare onde evitare acciacchi. La compagine veneziana è superlativa, correre tra le calli, passare per le zone meno frequentate di Castello, vedere i panni stesi ad asciugare, arrivare tra la folla in Piazza San Marco è un’emozione unica per tutti, veneziani e foresti.
Due esperienze diverse in due giorni mi hanno fatto davvero pensare che essere fitwalker non è facile perché mettere cuore, forze e rispetto in tutto ciò che facciamo e affrontiamo non è così scontato. Eh sì…noi coltiviamo questa passione, questo sport come qualsiasi altro atleta, che sia runner, ciclista o altro, ma lo facciamo con una sensibilità che è da pochi. Sappiamo che ognuno di noi ha capacità diverse nell’affrontare una gara, ma durante, prima e dopo siamo sempre pronti ad incoraggiare, a regalare sorrisi e abbracci per tutti perché ognuno merita di essere applaudito, rincuorato e fatto sentire speciale per la sua performance qualunque essa sia.
Sabato sera, come molti di noi ho fatto la volontaria alla Venice Night Trail e come da spirito che ci contraddistingue al passaggio di ben 5100 iscritti, tra runner, camminatori e turisti in visita non ho mancato di incitare, supportare, abbracciare chiunque vedevo provato o comunque meritevole di avere una parola di conforto o di sprono per quello che stava affrontando. Che fossero persone conosciute o meno ho cercato di essere d’aiuto per tutti come lo sono stati i miei compagni di squadra e tanti altri volontari. Direi…un’esperienza magnifica, un’esperienza che ti lascia il cuore pieno di emozioni!!! Diversamente ieri alla Dogi quando il mio ruolo era di atleta, di orgogliosa fitwalker, sì, perché bisogna essere orgogliosi di essere fitwalker anche se molti ancora non capiscono cosa significhi e come capitato ieri spesso si incrociano persone che mancano di delicatezza prendendoci in giro perché siamo quelli in coda, quelli che arrivano anche velocemente, ma pur sempre camminando.
E continuando a camminare non ci resta che ignorarli perché non sanno quanto lavoro c’è sotto per guadagnare anche qualche secondo in più in una prestazione, non sanno quanta passione e impegno vengono impiegati in questa nostra attività sportiva. Abbiamo raccolto qualche offesa, qualche parola poco carina anche da parte di forze dell’ordine, ma nonostante tutto io e la mia compagna di camminata abbiamo proseguito imperterrite asfaltando tutti i 21km della Riviera. Molti volontari sembravano quasi seccati di doverci aspettare, ma sapevamo che eravamo ancora entro i tempi prestabiliti per l’eventuale stop del presidio, invece, come purtroppo spesso capita il presidio non ha rispettato i tempi e ha iniziato a spostare transenne un po’ prima lasciandoci in balia di macchine che ci sfioravano, ci stavano dietro in attesa che il nostro passo si trasformasse in una corsa per lasciarli passare, ciclisti impazziti che ci sfrecciavano a destra e a sinistra…insomma gli ultimi 3 km ci hanno più impegnato a salvare più la pelle che a fare un buon tempo, ma alla fine eravamo ugualmente felici di aver partecipato alla Dogi Half Marathon e io in particolare di essere riuscita a superare i miei limiti affiancata da una cara persona che nel corso della mezza maratona è diventata anche una confidente speciale perché si, frequentando questo gruppo meraviglioso capita anche di creare grandi amicizie!
Pochi i volontari che ci hanno dato coraggio, ma per fortuna qualche abitante della zona ci aspettava con curiosità fuori casa o su qualche marciapiede per un applauso, per un incoraggiamento, ma sapevamo che la cosa più bella che la giornata ci potesse regalare era passare sotto l’arco dell’arrivo e ritrovare i volti, i sorrisi, gli applausi, gli incoraggiamenti, gli abbracci dei nostri compagni di squadra, quella squadra che noi amiamo e che ci regala sempre tante emozioni.
Perciò di queste esperienze ciò che sento dover ricordare è quel sano rispetto, quella sana passione per questo sport che ci unisce, quell’affetto che non ha limiti, quel fare di ognuno di noi una persona speciale e unica.
Quindi…GRAZIE DI CUORE A TUTTA LA SQUADRA DEL FITWALKING IN VENICE PER CIÒ CHE SA REGALARMI IN OGNI OCCASIONE, GRAZIE DI CUORE A TUTTI GLI ISTRUTTORI PER CIÒ CHE SANNO TRASMETTERCI, GRAZIE DI CUORE AD OGNUNO DI VOI FITWALKER PER ESSERE DEGLI AMICI SPECIALI!!!!