Ci sono numeri che raccontano molto più di quello che sembra. 300 ad esempio.
300 come le maratone o ultramaratone portate a termine da Domenico Masiero nel corso degli anni. Ma questa storia non nasce con un numero tondo, nasce con una data semplice, la prima riga di una tabella, il giorno in cui Domenico ha deciso di allacciarsi le scarpe e cominciare a correre davvero.
La prima gara sulla lunga distanza risale al 26 ottobre 2006. La 21.ma edizione della Venice Marathon, rappresenta l’inizio di un viaggio incredibile.

La trecentesima gara di Domenico si è svolta proprio alla Venice Marathon il 26 ottobre 2025, a chiudere un cerchio perfetto dopo quasi due decenni di corse.

Da quella prima gara è partita un’avventura straordinaria fatta di sacrifici, sveglie all’alba, pioggia, vento, caldo, chilometri macinati in silenzio e altri urlati dalla gioia. Gara dopo gara, stagione dopo stagione, il LEON DE VENESIA non ha mai smesso. Non ha mai cercato scorciatoie. Ha solo continuato a correre, con costanza, con testa e con cuore.


E oggi quella tabella racconta qualcosa di incredibile:
300 maratone e/o ultramaratone concluse. 15.706,8 chilometri corsi in gara, più di 75 giorni a macinare chilometri.
È come aver attraversato l’Italia da nord a sud… almeno una dozzina di volte. Un numero che fa girare la testa, ma che per lui è diventato semplicemente il frutto della passione, della disciplina e della determinazione.
Ogni maratona e ultramaratona è una storia: alcune facili, altre durissime, alcune veloci, altre portate a casa stringendo i denti. Ma tutte hanno avuto lo stesso comune denominatore: Domenico non ha mai mollato.
E poi c’è la parte più bella di tutte: essere in squadra con lui. Perché Domenico non è solo un maratoneta instancabile, è un compagno che c’è sempre, è un esempio silenzioso che non ha bisogno di grandi discorsi per insegnarti cosa vuol dire resistere, soffrire, ripartire. Quando corri accanto a lui ti senti più forte, quando sei stanco ti senti meno solo.
Essere in squadra con Domenico Masiero è un onore.
È motivo di orgoglio.
È un promemoria costante che i limiti, spesso, esistono solo finché non decidiamo di superarli.
Trecento gare sulla lunga distanza non sono solo un traguardo.
Sono una lezione di vita.






























































