Da sabato 3 agosto ad oggi lunedì 12 si è svolta la ORTA 10 in 10. La manifestazione è organizzata dal Club Super Marathon Italia e prevede di correre per dieci giorni di fila una tra queste 4 distanze: 10 km, mezza maratona, maratona e 50 km.
Al via della variante più impegnativa da 50 km giornalieri il nostro Domenico Masiero. Partecipano a questa durissima gara poco più di una trentina di atleti, probabilmente i migliori ultramaratoneti del nostro Paese.
In questi giorni, da lontano, abbiamo seguito l’evolversi della gara assistendo alla cavalcata di Domenico verso la vittoria finale della manifestazione. Ogni mattina puntualmente la sua foto nella timeline di Facebook ha scandito il trascorrere dei giorni, dei km percorsi e di quelli rimanenti.
Elogiare il nostro atleta ormai è praticamente superfluo: la vittoria di questa durissima manifestazione è la dimostrazione tangibile del suo spessore, della sua tenacia, determinazione e ovviamente della sua prestanza fisica.
Domenico sei forte. Il resto sono solo chiacchiere!
Tra sabato 15 e domenica 16 Giugno molti ultrarunner si sono dati appuntamento a Buttrio, piccolo comune di 4000 anime in provincia di Udine.
3 le gare in programma: 6, 12 e 24 ore. Sì, qui si ragiona in ore non in chilometri e ovviamente vince chi percorre la distanza maggiore in tale tempo. A questa gara partecipano 3 nostri atleti avvezzi alle lunghe distanze: Domenico Masiero, Moris Tosi e Stefano Ciancio.
Ecco i risultati dei nostri tre atleti tratti dalla classifica TDS.
Chiudiamo il post dedicato alla gara inserendo il racconto che il nostro Stefano Ciancio ha scritto direttamente sulla sua pagina Facebook. Merita una letta!
More, dove ti va in spiaja? A Buttrio ! Partenza ore 4 da Mestre par evitar ea coa co i me amighi Domenico e Moris. Semo rivai che no gera gnanca e sie. Ea spiaja? Dove sea? Caldo xè caldo, go portà anca ea crema protezione 30. Xè già verti anca i ombrelli. Ansi, i gasebo !!!! Ma…. ea sabia?
Buttrio è un ameno paesotto dell’hinterland udinese. Un campanil, do pontesei, un fiumeto sensa acqua. E te credo. E’ la classica località da mega-esposizione solare: qui, oltre che sull’Etna, fanno gli esperimenti con gli astronauti della NASA per abituarli al contatto con i lapilli dispersi risalenti ancora al big bang. E l’unica crema che funsiona ga da esser ea pasta de fissan, spalmada però coi guanti del forno de Neil Armstrong.
Va ben. Per farla breve, l’unica “spiaggia” con campo da bocce presente era quella dell’unico bar sullo stradone principale, dove continuavano ad alternarsi avventori con pinte di birre e rutto libero mentre ci guardavano girare attorno al paesotto. Ebbene sì, anche oggi una bella “cricetata” di 6 ore. A BUTTRIO !
874 metri di circuito di continuo saliscendi, temperatura crescente dalle 7 del mattino alle 13: da 21 a 31 gradi. L’unica cosa che ricordava vagamente il fresco erano gli Alpini che organizzano (e qualcuno corre col cappello) questa manifestazione dalla scelta multipla: 6 ore-12 ore-24 ore. Gli unici rutti che si percepivano lungo il percorso lontano dal bar erano quelli da sali minerali. Come spesso accade ho avuto anche oggi le visioni: il Baffo della Birra Moretti che mi allungava un boccale. Io che lo prendo e… poff… il boccale spariva. E poi Zoff. Con il suo volto da sfinge udinese a guardarci con uno scetticismo cosmico che mette soggezione.
Per il resto mi sono divertito. Domenico Masiero e Moris Tosi sono due runners che non si tirano indietro. Il primo oggi ha fatto la sua 139ma tra maratone e ultramaratone ed è reduce dalla 9 Colli, una gara lunga 202km dai dislivelli che è facile immaginare. E’ quello forte. Moris si sta affezionando anche lui a queste cose lunghe ed è reduce dalla 100 km del Passatore, la Firenze-Faenza. E’ il futuro. Io ero reduce dalla 20anni di divano. Ma un po’ alla volta mi sto togliendo da dosso questa scimmia dell’immobilismo. Ansi, ea simia xe scampada. E sono il fitwalker.
Il Forte, Il Futuro, il Fitwalker. Mi divertono queste cose. Sì, fa caldo. Sì, si fa fatica e si suda. Però da queste cose, trasuda molta umanità e semplicità. Sempre mejo dea spiaja, insoma 😁😁😁 Finito alle 13. Chi 44, chi 51, chi 52 km compiuti. Poi pranzo gratis offerto dagli Alpini e ritorno veloce, senza code. Ah… La birra alla fine si è materializzata con gli interessi.
Sabato 25 Maggio si è corsa la più famosa delle ultramaratone italiane, la 100 Km del Passatore. Al via di questa durissima gara i tre nostri atleti: Moris Tosi, Reginaldo Chinellato e Paolo Furiato.
Moris, dopo un anno di preparazione specifica, è al suo debutto al Passatore. Seguendolo personalmente su Facebook, ho avuto modo di leggere nei mesi scorsi i suoi pensieri, le sue riflessioni e la sua voglia di conquistare l’arrivo di questa prestigiosa gara. Con la sua tenacia e grinta Moris ha tagliato il traguardo di Faenza dopo 12 ore e 28 minuti di gara.
Reginaldo è alla sua sesta partecipazione. Ormai conosce bene il percorso e sè stesso. Grazie alla benedizione di Re Giorgio Calcaterra, ha conquistato la medaglia (e la birra bionda finale 😃) giungendo all’arrivo in 14 ore e 55 minuti.
Non completa purtroppo la gara il nostro Paolo, probabilmente finendo oltre il tempo massimo all’ultimo checkpoint raggiunto del 65simo Km.
A tutti e tre i complimenti da parte di tutto il Running Team Mestre. GRANDI!
141 atleti iscritti, 129 effettivamente alla partenza, 80 all’arrivo! Una gara per pochi. Una gara che puoi concludere solamente se hai tante gambe, polmoni, cuore, testa e co***oni grossi (scusate il francesismo 😁).
Questo genere di gare partono il sabato perchè per completarle si corre anche per più di 24 ore consecutive 😱.
E così sabato 18 Maggio il nostro super Domenico Masiero si è presentato alla partenza a Cesenatico della Nove Colli Running.
“202,4 km di sofferenza e soddisfazione” recita lo slogan scelto dall’organizzazione. La distanza mostruosa, come se non bastasse, è poi arricchita da 3220 m di dislivello positivo.
Impressionanti i dati relativi alle lunghezze e alle pendenze medie delle salite. Cliccate qui per vederli.
Se i numeri non vi hanno ancora impressionato, beh, sappiate che il nostro atleta ha affrontato la gara per buona parte sotto la pioggia e con temperature tutt’altro che primaverili. In una breve telefonata avuta con lui ieri, Domenico mi ha raccontato in particolare di due fasi corse sotto un vero e proprio diluvio universale. La parte finale della gara, da quanto mi ha descritto è stata tremenda. Fatica e stanchezza che non posso nemmeno immaginare!
Domenico ha chiuso la Nove Colli Running in 29 ore 39 minuti e 20 secondi, classificandosi 69.mo su 80. Se desiderate leggere ulteriori dettagli della sua gara cliccate QUI.
A nome di tutto il RUNNING TEAM MESTRE non possiamo far altro che fare i nostri complimenti al nostro campione per la sua forza, tenacia e caparbietà nel portare a termine una gara del genere. E’ un onore averti con noi.
Le nostre Atlete e fonte d’ispirazione Carlotta Finotello e Valentina Pavanello non si accontentano più di fare i classici 42 km in piano, puntano a 50km con un dislivello positivo che molti di noi non fanno nemmeno con la seggiovia.
ma lasciamo che Carlotta ci descriva la loro avventura.
BVG Un trail tra cielo e lago Altro compleanno, altra avventura.
La moretta proviene per metà da quella meravigliosa terra che è il lago di Garda.
“Devo portarti!” Mi dice.
Quale miglior modo di farlo con 50km e 3500 d+? Posso forse contraddirla?
Giornata umida e molto nuvolosa, si parte dal porto di Bogliaco alle 12.30.
Subito millino secco fino al Rifugio Alpini di Briano, a metter le cose in chiaro, nemmeno il tempo di riposare ed ecco la temibile discesa dal mitico “senter del luf”….e poi Muslone, e veloci fino a Tignale, i suoi borghi fiabeschi, la meravigliosa valle delle cascate che chiunque abbia visto anche una sola volta porta nel cuore.
E poi Gardola, discesa e subito lo strappetto(ne) del Monte Cas, il santuario, il sentiero di cresta ed il discesone a Prabione e giù a capofitto nella Forra di Campione con la musica del torrente.
Cinque metri in piano e subito salita vera, dura, che si sente verso Bocca Nevese ed i suoi pascoli.
E poi dentro veloci nelle mille frazioni di Tremosine fino alla Valle dei Mulini, dieci metri in piano e subito su verso la Pozza del Gas e lo scassagambe di Ustecchio.
Ci cambiamo velocemente e prepariamo le lampade perché tra poco sarà buio.
Sarà ancora più magico salire l’ aspro pendio verso il Bestone dove scattiamo una foto e suoniamo la mitica campana.
Ma non è ancora tempo di pensare all’ arrivo purtroppo, la Valle delle Calchere è lì che aspetta col suo scenario sorprendente, roccioso, il suo ghiaione (due passi avanti, uno indietro) poi finalmente Dalco, ultimo sprazzo di tranquillità per riordinare le idee prima di spremere ogni energia fisica e mentale per affrontare la tremenda discesa del Singol. Le gambe tremano, lo strapiombo da una parte, la frontale ad illuminare pochi passi avanti. Ci ripetiamo di essere prudenti e ci rendiamo conto di quanto sia singolare quella situazione pensando soprattutto alle nostre famiglie a casa. Limone con le sue mille lucine ci aspetta, corriamo, corriamo, le gambe girano da sole, il lungofiume, la spiaggia, il passaggio a lago (acqua fino alle ginocchia) il campo sportivo il giro d’ onore della pista di atletica.
Arriviamo “ubriache” di lago, stanchissime, contente e pronte a festeggiare un compleanno speciale!avventura.
Direttamente dalle dita e soprattuto dalle loro gambe, Carlotta Finotello e Valentina Pavanello ci raccontano la quinta edizione della Terre di Siena Ultramarathon.
Indecise fra un weekend alle terme e una sgambatina collinare a Siena, le mie compagne di merende, per il mio compleanno, decidono per la seconda opzione (mannaggia loro!)
Indubbiamente percorso faticoso in un continuo saliscendi con altimetria positiva di 450m.
Trasferta condivisa con amici di altre squadre, con partenza il sabato mattina dalla stazione di Mestre.
Ci accoglie una Siena assolata, ma fredda e ventosa che ci mette in crisi per l’abbigliamento per la corsa.
Pomeriggio e serata goderecci, dove tento di ubriacare la moretta per riuscire ad avere la meglio in gara.
L’indomani, partendo da colle di Val d’Elsa e Borgo Badia, abbiamo vissuto l’emozione di percorrere la via Francigena, nel tratto più suggestivo, con l’entrata attraverso le mure di cinta di Monteriggioni.
Il castello ti lascia senza fiato, un po’ per la salita, un po’ per lo spettacolo fiabesco e ti spiace quasi attraversarlo così in fretta.
Tratti di asfalto alternati a strade bianche, con le colline tutto intorno che ti accompagnano facendoti scordare la fatica.
Finalmente Siena! Si attraversa la Porta Camolia con il suo motto “Siena ti apre il cuore più grande della porta…che stai attraversando “
Due km di agonia finale tra i vicoli della splendido centro storico, dove duettiamo, incitate e trainate dall’amica Marianna che ci fa chiudere con un progressivo degno di Stefano Mercurio, fino a giungere a piazza del Campo, stanche, felici, e insieme.
Carlotta e Valentina
Carlotta e Valentina chiudono terze e quarte di categoria. Ottimo risultato ragazze!
“Ciao…..e 2…. finita la 6ore ippociok 55km su percorso di 4,2 di cui 1km asfalto el resto fango……”
Almeno una volta al mese succede così. Ricevo un breve messaggio su Whatsapp… Poche parole che riassumono invece ore e ore di fatica e sudore. E’ così con Domenico Masiero!
Spesso vado a leggere i dettagli della gara per farmi un’idea di quello che ha affrontato, dove ha corso e quanti “alieni” hanno partecipato alla competizione. In molti casi rimango deluso perchè di queste gare non ci sono veri e propri siti web dedicati… Ci sono delle semplici locandine che pubblicizzano l’evento e stop. Scordatevi le classifiche TDS online con i tempi ufficiali o gli album fotografici da cui scegliere gli scatti più belli!
Tutto questo, a mio parere, regala una connotazione particolare, oserei dire romantica, a uno sport che è veramente ben distante da quello che pratico io.
Domenica 13 gennaio si è disputata la 11^ Ultramaratona della Pace sulle sponde del fiume Lamone. La gara si è corsa su un anello da 6430m da ripetere 7 volte costituito al 70% di asfalto e il rimanente 30% di strade bianche e trail.
A rappresentare il nostro team a Traversara di Bagnacavallo (RA) Domenico Masiero che porta a casa la prima ultramaratona del 2019 con un tempo finale di 4 ore 18 minuti e 14 secondi.
Domenica 7 ottobre si è disputata a Monselice (PD) anche la 6 ore del Drago, gara sulla lunga distanza.
Al via chi se non lui? Domenico Masiero, ovviamente!
Domenico percorre 49 giri del circuito in 6 ore percorrendo in totale 52,9 km classificandosi decimo. Domenico conclude così la sua 127sima gara lunga.
Alla partenza di questa gara particolare anche la nostra atleta Luisa Parisi che partecipa nella variante a squadre.
Il post dedicato alla 6 ore di San Giovanni Lupatoto (VR) lo scrive direttamente il nostro Stefano Mercurio che ci parla della sua gara.
24. LUPATOTISSIMA
Vorrei spezzare una lancia. In testa a chi ha inventato le gare di corsa a circuito. E soprattutto a chi le organizza con il caldo caldissimo.
Già è difficile per qualcuno che non corre capire “chi ce la fa fare” tutta sta fatica, figuriamoci nel caso di corse di ore e ore (e ore) in anelli corti o cortissimi.
Ma il podista entusiasta di campagna non si fa mancare niente e passa dalle gare montane alle cricetate di pianura con la stessa insensata allegria.
Ventiquattresima Lupatotissima, storica serie di gare che si svolgono a San Giovanni Lupatoto (VR) con le durate di 6, 12 e 24 ore. Quest’anno su di un circuito rinnovato di poco più di un chilometro e mezzo, comprendente la pista d’atletica comunale.
Giornata calda. Parecchio calda. Si parte per la 6 ore alle 13.30. Quindi ci becchiamo esattamente le ore climaticamente peggiori. A parte forse l’ultima mezzora, quando si alza un vento che sarebbe anche risultato piacevole se non fossi stato “alla carità” (detto veneto, ritengo comprensibile). Probabilmente Eolo gode di senso dell’umorismo.
So che ci sono alcuni atleti di livello nazionale, ma io sono incosciente ed imposto il mio passo cercando di fare andare le gambe senza esagerare. Il primo prende subito il largo e dopo tre giri mi ritrovo stranamente secondo. In effetti sono un po’ più veloce del previsto ma decido di provarci. Ad un certo punto sento dei passi veloci dietro di me. Penso al primo che mi doppia. Ed invece si tratta di una ragazza (che, scoprirò poi, non è proprio un’atleta qualunque). Le va bene il mio passo e procediamo assieme per parecchi giri.
Ovviamente sudo come un opossum striato del Costarica.
Dopo il trentaduesimo chilometro capisco di essere stato troppo ottimista. Calo il ritmo e lascio andare la toprunner. Bene, adesso basta tenere botta, in fondo mancano neanche TRE ORE E MEZZA alla fine… cosa sarà mai???
Allungo i ristori e cerco di andare regolare. Dopo la quarta ora mi sorpassa un altro atleta, ma è evidente che ne ha di più. A questo punto proviamo a portare a casa più chilometri possibile, magari evitando il collasso cardiocircolatorio (anche se il percorso ridotto e presidiato favorirebbe l’eventuale pronto intervento dei soccorsi).
Alla fine la gara viene vinta… dalla ragazza, anche grazie al netto calo finale dell’altro toprunner (vedi che non sono l’unico a soffrire il caldo??).
Metto insieme 67 chilometri e 377 metri, quarto assoluto e terzo tra gli uomini: nonostante la tattica di gara azzardata penso proprio che non avrei potuto fare molto di più in quelle condizioni. Anzi, direi che ritengo ancora assolutamente incredibile sto fatto che anch’io riesco ad andare a podio!! 😁
Grazie ai ventiquattroristi Andrea e Tiziana per il supporto in gara, a Giordano, Betti e Donatella per l’improvvisata serale e ad Elena e Giovanni per la compagnia e le birre post gara!!
Eh, ma un giorno verrà il fresco… e non avrò neanche più la scusa del clima avverso per giustificarmi 😂😂