16/06/2019 – 6 ore di Buttrio

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Tra sabato 15 e domenica 16 Giugno molti ultrarunner si sono dati appuntamento a Buttrio, piccolo comune di 4000 anime in provincia di Udine.

3 le gare in programma: 6, 12 e 24 ore. Sì, qui si ragiona in ore non in chilometri e ovviamente vince chi percorre la distanza maggiore in tale tempo. A questa gara partecipano 3 nostri atleti avvezzi alle lunghe distanze: Domenico Masiero, Moris Tosi e Stefano Ciancio.

Ecco i risultati dei nostri tre atleti tratti dalla classifica TDS.

Chiudiamo il post dedicato alla gara inserendo il racconto che il nostro Stefano Ciancio ha scritto direttamente sulla sua pagina Facebook. Merita una letta!

More, dove ti va in spiaja? A Buttrio !
Partenza ore 4 da Mestre par evitar ea coa co i me amighi Domenico e Moris. Semo rivai che no gera gnanca e sie.
Ea spiaja? Dove sea?
Caldo xè caldo, go portà anca ea crema protezione 30.
Xè già verti anca i ombrelli. Ansi, i gasebo !!!!
Ma…. ea sabia?

Buttrio è un ameno paesotto dell’hinterland udinese. Un campanil, do pontesei, un fiumeto sensa acqua. E te credo.
E’ la classica località da mega-esposizione solare: qui, oltre che sull’Etna, fanno gli esperimenti con gli astronauti della NASA per abituarli al contatto con i lapilli dispersi risalenti ancora al big bang. E l’unica crema che funsiona ga da esser ea pasta de fissan, spalmada però coi guanti del forno de Neil Armstrong.

Va ben. Per farla breve, l’unica “spiaggia” con campo da bocce presente era quella dell’unico bar sullo stradone principale, dove continuavano ad alternarsi avventori con pinte di birre e rutto libero mentre ci guardavano girare attorno al paesotto. Ebbene sì, anche oggi una bella “cricetata” di 6 ore. A BUTTRIO !

874 metri di circuito di continuo saliscendi, temperatura crescente dalle 7 del mattino alle 13: da 21 a 31 gradi. L’unica cosa che ricordava vagamente il fresco erano gli Alpini che organizzano (e qualcuno corre col cappello) questa manifestazione dalla scelta multipla: 6 ore-12 ore-24 ore. 
Gli unici rutti che si percepivano lungo il percorso lontano dal bar erano quelli da sali minerali. Come spesso accade ho avuto anche oggi le visioni: il Baffo della Birra Moretti che mi allungava un boccale. Io che lo prendo e… poff… il boccale spariva. E poi Zoff. Con il suo volto da sfinge udinese a guardarci con uno scetticismo cosmico che mette soggezione.

Per il resto mi sono divertito. Domenico Masiero e Moris Tosi sono due runners che non si tirano indietro. Il primo oggi ha fatto la sua 139ma tra maratone e ultramaratone ed è reduce dalla 9 Colli, una gara lunga 202km dai dislivelli che è facile immaginare. E’ quello forte. Moris si sta affezionando anche lui a queste cose lunghe ed è reduce dalla 100 km del Passatore, la Firenze-Faenza. E’ il futuro. Io ero reduce dalla 20anni di divano. Ma un po’ alla volta mi sto togliendo da dosso questa scimmia dell’immobilismo. Ansi, ea simia xe scampada. E sono il fitwalker.

Il Forte, Il Futuro, il Fitwalker.
Mi divertono queste cose. Sì, fa caldo. Sì, si fa fatica e si suda. Però da queste cose, trasuda molta umanità e semplicità. Sempre mejo dea spiaja, insoma 😁😁😁
Finito alle 13. Chi 44, chi 51, chi 52 km compiuti. Poi pranzo gratis offerto dagli Alpini e ritorno veloce, senza code.
Ah… La birra alla fine si è materializzata con gli interessi.

CAMBIATE VITA, ANDATE A BUTTRIO !!!!! 😂

Chiudiamo con alcune foto dei nostri 3 atleti!

14/06/2019 – Padova Corre – TERZA TAPPA

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Segnaliamo la terza posizione del nostro Paolo Marchi alla terza tappa del circuito Padova Corre svoltasi venerdì 14 giugno a Noventa Padovana. Al via della gara Paolo occupava la terza posizione nella classifica di categoria SM55.

Bravo Paolo e continua ad aggiornarci sulle varie tappe 😉

15/06/2019 – Sunset Run

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15 Giugno 2019: è tempo di invadere Cavallino – Treporti e portarsi a casa il premio come gruppo più numeroso.

Detto, fatto! Running Team Mestre risulta la squadra più partecipe nella gara organizzata dai nostri atleti del Litorale. Un grazie a tutti coloro che hanno corso e ci hanno permesso di portare a casa il premio finale!

16/06/2019 – Cansiglio Run

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Si è corsa ieri, 16 giugno, la quarta edizione della Cansiglio Run. 4 i diversi percorsi previsti per la gara: 5,5 e 10 km non competitivi, 24 e 33 Km competitivi.

Ben 10 dei nostri atleti vi hanno partecipato, tutti iscritti alla 24 Km. Ottimi risultati in campo femminile dove Carlotta Finotello e Valentina Pavanello tagliano il traguardo rispettivamente prime e seconde nella categoria SF 45. Carlotta chiude ottava assoluta!

Ivana Vianello è invece quarta nella categoria SF55.

Complimenti vivissimi alle nostre portacolori da tutto il team!

Ecco i tempi TDS di tutti i partecipanti e due foto delle nostre top runner!

Ma ecco la gara raccontata dalla nostra Carlotta!

Dopo il trail del brac di domenica scorsa (dove abbiamo scalato una montagna di erba e siamo arrivate morte) affrontiamo la cansiglio run (24 km e non ho guardato il dislivello) come una scampagnata domenicale. In realtà sono più preoccupata dalle mie scarse capacità di guida su tornanti che dalla corsa che mi aspetta.
La piana del cansiglio sembra un disegno fatto dalle nostre bambine: verde colorato senza lasciare spazi bianchi sul foglio, sole giallo, cielo blu. Spettacolo.
Siamo già appagate così!
Partiamo in discesa, attraversiamo boschi, scendiamo veloci per le strade forestali. Cinguettii di uccellini e profumo di bosco, bello non essere ancora a San Giuliano!
Cansiglio run non è un trail, è corribile quasi tutta, si soffre parecchio negli ultimi interminabili tre km, noiosi e caldissimi, dove il gonfiabile è lontanissimo e non lo raggiungi mai.
Ottavo posto per me e undicesimo per la mia socia. Pasta party, premiazione (dove per comparire nella foto devo sporgermi oltre le gambe di questa stangona) e rientro.
Unica riflessione: sono più brava a correre che a guidare visto che in discesa mi ha superata pure una bici! 😉

2/06/19 – 20° Cortina Dobbiaco Run

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20° Cortina Dobbiaco Run, classica corsa molto amata dal nostro team che si porta a casa il 3° posto come squadra più numerosa, mentre il nostro Filippo Dabalà si classifica 4° di categoria.

Clima perfetto sebbene il caldo improvviso abbia provato molti atleti, ma quasi tutti hanno portato a casa l’agognata medaglia.

Ecco la cronaca personale di Fabio Aidone.

Credo di essere fortunato.

Un po’ perchè vivo in una delle zone più belle d’Italia, vicino al mare e relativamente vicino alle Dolomiti, ma soprattutto perché ho incontrato persone stupende, se avrete la voglia di leggere fino in fondo capirete perché.

Cominciamo con la cronaca della mia Cortina Dobbiaco #2.

Nei giorni precedenti mi organizzo con Giuseppe , Gio e Monica per fare una macchina unica e partire “presto” per andare su a Cortina.

Un saluto alla nostra compagna Francesca Segatto che abbiamo incrociato mentre usciva di casa per correre e si parte.

Viaggio tranquillo, una volta arrivati incrociamo qualche compagno e scambiamo due parole, Filippo Dabalà ci dà appuntamento all’arrivo per una birra: sciocco lui, con i miei tempi o la beve calda o si ubriaca nell’aspettarmi. Il primo chilometro è stato il più duro, credo di aver tirato sotto i 4’/km, perché il partire “presto” ci ha fatto mancare la consegna delle sacche. Giuseppe a costo della vita ha fermato uno dei tir già in movimento e gli abbiamo caricato le sacche direttamente nella cabina dell’autista (che tra le altre cose ha incollato l’adesivo sulla sacca di Gio), grazie ancora. Poi con una calma surreale abbiamo raggiunto la coda dello schieramento, se c’erano 10 persone dietro di noi sto contando per eccesso. Là trovo alcuni dei nostri, discuto e sfido IL VICE a battermi sull’obiettivo: arrivare ultimo (a noi piace così).

Finalmente si parte per davvero. Primi chilometri andatura calma, per preservarci, per il traffico, per la leggera salita e perché “oggi va così”. Al primo tornante vediamo Moris Tosi che ci saluta: che scansafatiche, solo perché una settimana fa hai fatto 100km stai là a guardarci? Raggiungiamo Reginaldo Chinellato che ci dice che nonostante abbia anche lui i 100km del passatore sulle gambe pensava peggio (piccolo spoiler, alla fine della gara cambierà opinione).

E poco a poco il percorso cambia: dalla città passiamo al sottobosco, poi circa al 6km se ci si gira si può osservare il panorama che circonda Cortina, non a caso chiamata la Regina delle Dolomiti.

Ecco le gallerie, e il ponte sospeso che toglie il fiato.

Raggiungiamo altri dei nostri e cerchiamo di scambiare qualche battuta con tutti, alcune piacevoli, altre meno, ma la fortuna di correre in montagna è che ti permette (scusate il francesismo) di trovare il posto per “andare a cagare” in tranquillità, per citare a malomodo Edmond Dantès nel “il Conte di Montecristo”: “Trovati il tuo albero!” (spero che tu sia arrivato sano e salvo).

Un attimo prima di scollinare si costeggia il Lago Nero, uno dei posti più suggestivi, la tranquillità regnerebbe sovrana se non ci fossero migliaia di persone che ansimano per arrivare in cima.

Ecco Cimabanche, incomincia la discesa e penso che il più sia fatto: dannata stupidità! Mi bastano poche centinaia di metri per sentire un fastidio alla articolazione del ginocchio: AHI!

Trattengo il mio compagno di avventura, non voglio rompermi. (ps risaluto Moris Tosi che è là ad incoraggiarci).

21esimo e rotti, chi non si è girato per guardare le Tre Cime di Lavaredo che svettavano sulla destra innevate e maestose farebbe meglio a prendere l’auto e tornare su. Le ginocchia si lamentano, il cuore invece è al massimo. Mi maledico di non avere una macchina fotografica, ed ecco che poco più avanti incontro Barbara Brotto che ritirata per raffreddore…. mi scatta un paio di foto in corsa, poi il solito Moris al quale chiedo uno spritz al prossimo incontro.
Lago di Landro e non dico altro, se non sapete, sappiatelo!
Incominciamo la parte in pianura, invito il Giuseppe ad andare avanti perché ad ogni sottopasso devo rallentare, stranamente in salita non sento nulla. Lui mi stacca un attimo con appuntamento al ristoro dei 25km, sospetto che abbia sete quando mi dice: Caspita che sete che ho.

Ecco Moris, non ha lo spritz, adduce scuse, mi accontenterò dei sali al ristoro. Ultima parte in sofferenza, ogni scusa è buona per rallentare, ogni zona d’ombra, ogni salitina ogni albero dal “colore particolare”.

Ultimo chilometro, l’anno scorso qui abbiamo accelerato, quest’anno…
Rettilineo finale, mancano circa 50 metri, notiamo un uomo disteso a terra, è brutto dirlo ma mi consolo un po’. Dico a Giuseppe che avendomi aspettato è giusto che passi prima lui il traguardo, lui vuole passare assieme, non ho la forza per ribattere.

E’ finita!
Mi siedo dove trovo spazio e mi godo il sacchetto con i viveri, osservo le facce attorno a me: alcuni sorridono, alcuni piangono, altri sono incavolati e innervositi. Il caldo improvviso lascia segni e sensazioni diverse su ognuno.
Ecco Monica, aspettiamo per un po’ il 4° del nostro gruppo, non arriva, strano. Va beh, andiamo a lavarci, dopo la doccia sento lo speaker fare il suo nome. Entra negli spogliatoi, lo guardo perplesso, lui ha il solito sorriso ed una tranquillità che mi lascia un po’ basito. Mi dice: “Uno dei nostri è stato male (Andrea Lucchiari), aveva sangue da naso, non mi fidavo a lasciarlo solo, ho camminato con lui, gli ho fatto anche un massaggio alla coscia qua all’arrivo”.

Complimenti Giorgio, lasciar perdere tutto per aiutare gli altri è uno dei più bei gesti che si possono vedere nello sport. Running Team Mestre ha deciso di darti 5 punti di bonus nel Gran Prix perché è una palese dimostrazione di altruismo sportivo.

PS si sta anche discutendo di togliere 12 punti a Dabalà perché alla fine non solo non ci ha aspettato ma mi tocca anche portargli la borsa a casa.

Fabio Aidone

Ecco la classifica della nostra squadra e poi alcune foto inviateci

classifica

ps prima di chiudere vorrei fare una citazione:
bella, quest’anno ha vinto lei, ma il prossimo anno toccherà a me, mamma mia che caldo! P.P.

02/06/19 – Cork Half Marathon

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Direttamente dall’Irlanda Stefano TosiIvana Vianello ci danno un piccolo assaggio della fresca e verde Irlanda.

Dopo aver girovagato per tre giorni tra Dublino e  paesaggi ancestrali della Repubblica d’Irlanda accompagnati da tante camminate e fiumi di Guinness ci ritroviamo catapultati alla meta del nostro tour : la Mezza Maratona di Cork.

La seconda città’ di Irlanda e’ caratterizzata da parecchi saliscendi. Alla partenza cerchiamo di attaccarci al pacer dell’1 e 50 ma non è giornata e i continui cambi di ritmo fanno il resto. La temperatura è buona e non piove anche se tira un vento fastidioso. Fortunatamente la gente durante il percorso è tanta e non perde l’occasione per incitarti . Anzi un plauso agli irlandesi che si dimostrano gentili e festosi non come succede da noi in tante manifestazioni. Il percorso negli ultimi chilometri si raddrizza e diventa più piacevole arrivare al traguardo accompagnati da un’ala di folla importante. Ora ci aspetta la meritata Guinness e la felicità è doppia.

Stefano Tosi

25/05/2019 – 100 Km del Passatore

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Sabato 25 Maggio si è corsa la più famosa delle ultramaratone italiane, la 100 Km del Passatore. Al via di questa durissima gara i tre nostri atleti: Moris Tosi, Reginaldo Chinellato e Paolo Furiato.

Moris, dopo un anno di preparazione specifica, è al suo debutto al Passatore. Seguendolo personalmente su Facebook, ho avuto modo di leggere nei mesi scorsi i suoi pensieri, le sue riflessioni e la sua voglia di conquistare l’arrivo di questa prestigiosa gara. Con la sua tenacia e grinta Moris ha tagliato il traguardo di Faenza dopo 12 ore e 28 minuti di gara.

Reginaldo è alla sua sesta partecipazione. Ormai conosce bene il percorso e sè stesso. Grazie alla benedizione di Re Giorgio Calcaterra, ha conquistato la medaglia (e la birra bionda finale 😃) giungendo all’arrivo in 14 ore e 55 minuti.

Non completa purtroppo la gara il nostro Paolo, probabilmente finendo oltre il tempo massimo all’ultimo checkpoint raggiunto del 65simo Km.

A tutti e tre i complimenti da parte di tutto il Running Team Mestre. GRANDI!

25/05/2019 – BMW Moonlight Half Marathon

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Si è disputata ieri sera la 9° Jesolo Moonlight Half Marathon, la mezza maratona internazionale che, assieme alla gara sorella Jesolo 10K, ha richiamato oltre 6mila sportivi da tutta Italia e da diversi paesi del mondo.

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La manifestazione, organizzata dal Venicemarathon Club in collaborazione con la Città di Jesolo, si è disputata in una delle prime serate primaverili di quest’anno.

Sono ben 44 gli atleti del Running Team Mestre che hanno tagliato la linea del traguardo della 21k. Ecco i tempi di tutti i nostri tesserati.

Segnaliamo in particolare il terzo posto di categoria SM55 di Paolo Marchi che conclude la Mezza Maratona in 1.24:27. In campo femminile, la prima atleta RTM a tagliare il traguardo è Monica Cattelan che chiude con il quarto tempo di categoria con un buon tempo: 1h48m12s.

Running Team Mestre si classifica come terza società più numerosa al traguardo. Grazie a tutti coloro che ci hanno permesso di raggiungere questo importante successo.

Parallelamente alla Mezza Maratona si è corsa anche la 10K che ha visto partecipanti altri nostri atleti. Ecco i loro tempi.

Ringraziamo Fabio Aidone per gli scatti raccolti nella serata e prontamente caricati sul nostro sito.

18/05/2019 – Nove Colli Running

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141 atleti iscritti, 129 effettivamente alla partenza, 80 all’arrivo! Una gara per pochi. Una gara che puoi concludere solamente se hai tante gambe, polmoni, cuore, testa e co***oni grossi (scusate il francesismo 😁).

Questo genere di gare partono il sabato perchè per completarle si corre anche per più di 24 ore consecutive 😱.

E così sabato 18 Maggio il nostro super Domenico Masiero si è presentato alla partenza a Cesenatico della Nove Colli Running.

“202,4 km di sofferenza e soddisfazione” recita lo slogan scelto dall’organizzazione. La distanza mostruosa, come se non bastasse, è poi arricchita da 3220 m di dislivello positivo.

Impressionanti i dati relativi alle lunghezze e alle pendenze medie delle salite. Cliccate qui per vederli.

Se i numeri non vi hanno ancora impressionato, beh, sappiate che il nostro atleta ha affrontato la gara per buona parte sotto la pioggia e con temperature tutt’altro che primaverili. In una breve telefonata avuta con lui ieri, Domenico mi ha raccontato in particolare di due fasi corse sotto un vero e proprio diluvio universale. La parte finale della gara, da quanto mi ha descritto è stata tremenda. Fatica e stanchezza che non posso nemmeno immaginare!

Domenico ha chiuso la Nove Colli Running in 29 ore 39 minuti e 20 secondi, classificandosi 69.mo su 80. Se desiderate leggere ulteriori dettagli della sua gara cliccate QUI.

A nome di tutto il RUNNING TEAM MESTRE non possiamo far altro che fare i nostri complimenti al nostro campione per la sua forza, tenacia e caparbietà nel portare a termine una gara del genere. E’ un onore averti con noi.

18/5/19 – 6 ore in pista

Due erano gli atleti che rappresentavano i nostri colori alla 6 ore in pista, Stefano Ciancio e Stefano Mercurio.

Ora, direttamente dalla dita di Stefano Ciancio il racconto di una manifestazione valida per il Campionato Italiano dei 10000 mt. su pista. 

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Prendi una centrifuga di 422 metri, mettici dentro 35 persone tra uomini e donne, falla partire con un colpo di pistola e falla andare per 6 ore. Quale dimensione umana ne potrà uscire?

A me poco importava del risultato. Sì, va bene: a Monselice (sulla pista dell’impianto “Kennedy”, dove le Fiamme Oro della Polizia di Stato hanno trovato la loro seconda casa) ci sono andato perché volevo misurarmi sportivamente e battere la distanza della maratona. E poi perché, viste da lontano, mi sono sempre piaciute queste cose un po’ avulse dalla realtà: più spaziali che terrene. Come il casco fantascientifico di Chris Boardman. Come Chris Boardman, (avrei potuto citare Moser, ma scelgo l’appartenenza generazionale dei 50enni) che a metà degli anni ’90, girando nella centrifuga della pista di Manchester, si divertiva a battere e ribattere il record dell’ora. Tempo, velocità, concentrazione martellante.

A Monselice (dove sabato si sono disputati anche i campionati italiani dei 10.000 metri) ci sono andato principalmente perché ero curioso. Volevo capire una dimensione. Mia e degli altri che mi avrebbero contornato, girando per 6 ore lungo una pista d’atletica. Io cammino, non corro. Sì, certo, cammino veloce. Ma per quanto veloce possa andare, quando vado su strada vivo inevitabilmente la solitudine lasciatami in consegna da chi corre. Se invece sei in una pista non sei mai solo: ti sorpassano (qualcuno alla fine anche lo risorpassi) ma siamo tutti lì, confusi tra le nostre velocità individuali. Tra le nostre individualità umane. Che inevitabilmente si fondono in qualcosa che non ha niente di spaziale o di ultraterreno.

Di ultra (maratona) c’è solo la distanza che puoi riuscire a coprire. Ok, il risultato lo archivio subito e non ne parlo più: 22ma posizione con 44 km e 354 metri percorsi. Più della maratona, per la mia prima volta in una manifestazione “competitiva”. Tra la notte insonne, i crampi allo stomaco (culminati con un trionfo pirotecnico a fine centrifuga), e la pioggia battente di questo maggio invernale, non mi lamento. Anche se si può fare meglio.

Ma meglio di così non poteva andare. Perché in questa centrifuga ho trovato di tutto. A cominciare dai dettagli: la meraviglia del colpo del via, sparato con un pistolone da sceriffo. Oppure i birilli, messi a terra per dividerci dagli staffettisti, tra i quali il nostro Stefano Mercurio (quinto assoluto tra 119 partecipanti). A un certo punto andavo avanti fissando tutti i birilli, immaginando di essere un marciatore giunto agli ultimi metri della sua maratona, quelli dell’ingresso finale in uno stadio olimpico. Quanto conta l’immaginazione…).

Oppure ancora i dettagli dell’arrivo: quando mancano pochi minuti allo scadere delle 6 ore ti consegnano una bandierina di legno col tuo numero di pettorale. Per qualche minuto cammini o corri tenendo tra le mani questo affare antico. Poi arriva lo sparo di fine centrifuga: tu lo senti e lasci cadere a terra (oltre alle tue forze) la bandierina. Serve per misurare tutti i metri percorsi oltre l’ultimo giro completato (i miei sono stati 105): un arbitro di gara ti raggiunge con una ruota che fa da misuratore ed è l’ultimo contatto con l’irreale.

Ma è davvero così tutto irreale?
A Monselice c’era un signore di 66 anni. Si chiama Vito Piero Ancora e ha addosso i panni di chi ha terminato 1207 (milleduecentosette) maratone (ultra comprese). Questa volta il selfie al mio supereroe di turno l’ho chiesto eccome. E poi, tra i 35, c’era perfino una coppia di indomabili 75enni di Padova, c’era il clima da vecchi reduci col sogno di “correre fino a 95 anni”. C’erano anche i puledri più “acerbi”, in grado di centrifugare 75 km. E c’erano gli spogliatoi fumanti di vapore e di racconti di imprese, vecchie, recenti o immaginate per il futuro: la “Milano-Sanremo” (l’Ultramaratona più lunga d’Europa: 285 km); la Nove Colli (il nome è eloquente: 202,4 km) sulla quale ho detto la mia ma solo perché in quelle ore la stava correndo il supereroe del Running Team Mestre Domenico Masiero; la 10 maratone in 10 giorni sul Lago d’Orta; il Passatore (100km sugli Appennini tra Firenze e Faenza: si terrà giusto giusto sabato prossimo e vedrà impegnati altri atleti RTM).

E col sottofondo degli scrosci di doccia, piovevano ancora aneddoti: di notti da congelamento, di vesciche da maciullarti i piedi, di colpi di sonno presi correndo, di smarrimenti lungo la strada, di furbetti che tagliano la strada pur di mostrarsi eroi e di traguardi che non vorresti spacciare per eroici anche se dentro ti senti un supereroe. Nel frattempo i contatori delle maratona ruotano imperterriti: “io sono arrivato a 250. Io a 600…”. Tutti gli aggiornamenti finiscono nel sito internet cult, quello di un club riservato a chi ha completato almeno 50 maratone: il Super Marathon Italia.

Intendiamoci: per questi sportivi l’impegno, la preparazione, la fatica, sono ingredienti fondamentali che non si improvvisano. Con la consapevolezza che “il numero delle maratone è inversamente proporzionale alla velocità con la quale vengono corse”. Ma dunque? A Monselice ero davvero circondato da supereroi? Ieri pomeriggio, guardando (sul divano ) con mio figlio “Gli Incredibili 2” mi sono rivisto con loro, in una dimensione che non avevo ancora colto. A un certo punto del film-cartone animato, l’eroina Elasti-Girl si ritrova ad un party popolato da altri supereroi. Ognuno diverso per caratteristiche speciali: c’era quello specializzato in scariche elettriche, quello col dono della super-velocità e quello in grado di rendersi invisibile. Io sono decisamente Jack-Jack, un pivello di 2 anni da 4 tacche.

Poi, guardando alla mia piccola dimensione super anonima, ho pensato che la vita può essere anche questo: in pista o fuori dalla pista, nel reale o nei cartoni animati, ci può sempre essere, in quello che facciamo – per passione o per professione, per gioco o per impegno – qualcosa che ci rende o ci fa sentire speciali. Qualcosa che anche a costo di renderci grotteschi, cerchiamo e scoviamo, ci conquistiamo, ci ritagliamo e ci mettiamo addosso. E’ una cosa del tutto umana e normale voler indossare il nostro piccolo abito di supereroe.
L’importante è sapere di essere normali.

P.S. Grazie ai Podisti Monselicensi che organizzano ottimamente ed in modo generoso (ricchi davvero il pasta party ed il pacco gara) questo evento. A Monselice ci tornerò, meglio ancora se assieme ad altri compagni di squadra.

con Vito Piero Ancora

Stefano Ciancio

6 ore in Pista di Monselice - 18 maggio 2019 clip 3

Stefano Mercurio in staffetta