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Running Team Mestre

Running Team Mestre

Archivi autore: Running Team Mestre

18/5/19 – 6 ore in pista

20 lunedì Mag 2019

Posted by Running Team Mestre in 10k, Altre distanze

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Due erano gli atleti che rappresentavano i nostri colori alla 6 ore in pista, Stefano Ciancio e Stefano Mercurio.

Ora, direttamente dalla dita di Stefano Ciancio il racconto di una manifestazione valida per il Campionato Italiano dei 10000 mt. su pista. 

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Prendi una centrifuga di 422 metri, mettici dentro 35 persone tra uomini e donne, falla partire con un colpo di pistola e falla andare per 6 ore. Quale dimensione umana ne potrà uscire?

A me poco importava del risultato. Sì, va bene: a Monselice (sulla pista dell’impianto “Kennedy”, dove le Fiamme Oro della Polizia di Stato hanno trovato la loro seconda casa) ci sono andato perché volevo misurarmi sportivamente e battere la distanza della maratona. E poi perché, viste da lontano, mi sono sempre piaciute queste cose un po’ avulse dalla realtà: più spaziali che terrene. Come il casco fantascientifico di Chris Boardman. Come Chris Boardman, (avrei potuto citare Moser, ma scelgo l’appartenenza generazionale dei 50enni) che a metà degli anni ’90, girando nella centrifuga della pista di Manchester, si divertiva a battere e ribattere il record dell’ora. Tempo, velocità, concentrazione martellante.

A Monselice (dove sabato si sono disputati anche i campionati italiani dei 10.000 metri) ci sono andato principalmente perché ero curioso. Volevo capire una dimensione. Mia e degli altri che mi avrebbero contornato, girando per 6 ore lungo una pista d’atletica. Io cammino, non corro. Sì, certo, cammino veloce. Ma per quanto veloce possa andare, quando vado su strada vivo inevitabilmente la solitudine lasciatami in consegna da chi corre. Se invece sei in una pista non sei mai solo: ti sorpassano (qualcuno alla fine anche lo risorpassi) ma siamo tutti lì, confusi tra le nostre velocità individuali. Tra le nostre individualità umane. Che inevitabilmente si fondono in qualcosa che non ha niente di spaziale o di ultraterreno.

Di ultra (maratona) c’è solo la distanza che puoi riuscire a coprire. Ok, il risultato lo archivio subito e non ne parlo più: 22ma posizione con 44 km e 354 metri percorsi. Più della maratona, per la mia prima volta in una manifestazione “competitiva”. Tra la notte insonne, i crampi allo stomaco (culminati con un trionfo pirotecnico a fine centrifuga), e la pioggia battente di questo maggio invernale, non mi lamento. Anche se si può fare meglio.

Ma meglio di così non poteva andare. Perché in questa centrifuga ho trovato di tutto. A cominciare dai dettagli: la meraviglia del colpo del via, sparato con un pistolone da sceriffo. Oppure i birilli, messi a terra per dividerci dagli staffettisti, tra i quali il nostro Stefano Mercurio (quinto assoluto tra 119 partecipanti). A un certo punto andavo avanti fissando tutti i birilli, immaginando di essere un marciatore giunto agli ultimi metri della sua maratona, quelli dell’ingresso finale in uno stadio olimpico. Quanto conta l’immaginazione…).

Oppure ancora i dettagli dell’arrivo: quando mancano pochi minuti allo scadere delle 6 ore ti consegnano una bandierina di legno col tuo numero di pettorale. Per qualche minuto cammini o corri tenendo tra le mani questo affare antico. Poi arriva lo sparo di fine centrifuga: tu lo senti e lasci cadere a terra (oltre alle tue forze) la bandierina. Serve per misurare tutti i metri percorsi oltre l’ultimo giro completato (i miei sono stati 105): un arbitro di gara ti raggiunge con una ruota che fa da misuratore ed è l’ultimo contatto con l’irreale.

Ma è davvero così tutto irreale?
A Monselice c’era un signore di 66 anni. Si chiama Vito Piero Ancora e ha addosso i panni di chi ha terminato 1207 (milleduecentosette) maratone (ultra comprese). Questa volta il selfie al mio supereroe di turno l’ho chiesto eccome. E poi, tra i 35, c’era perfino una coppia di indomabili 75enni di Padova, c’era il clima da vecchi reduci col sogno di “correre fino a 95 anni”. C’erano anche i puledri più “acerbi”, in grado di centrifugare 75 km. E c’erano gli spogliatoi fumanti di vapore e di racconti di imprese, vecchie, recenti o immaginate per il futuro: la “Milano-Sanremo” (l’Ultramaratona più lunga d’Europa: 285 km); la Nove Colli (il nome è eloquente: 202,4 km) sulla quale ho detto la mia ma solo perché in quelle ore la stava correndo il supereroe del Running Team Mestre Domenico Masiero; la 10 maratone in 10 giorni sul Lago d’Orta; il Passatore (100km sugli Appennini tra Firenze e Faenza: si terrà giusto giusto sabato prossimo e vedrà impegnati altri atleti RTM).

E col sottofondo degli scrosci di doccia, piovevano ancora aneddoti: di notti da congelamento, di vesciche da maciullarti i piedi, di colpi di sonno presi correndo, di smarrimenti lungo la strada, di furbetti che tagliano la strada pur di mostrarsi eroi e di traguardi che non vorresti spacciare per eroici anche se dentro ti senti un supereroe. Nel frattempo i contatori delle maratona ruotano imperterriti: “io sono arrivato a 250. Io a 600…”. Tutti gli aggiornamenti finiscono nel sito internet cult, quello di un club riservato a chi ha completato almeno 50 maratone: il Super Marathon Italia.

Intendiamoci: per questi sportivi l’impegno, la preparazione, la fatica, sono ingredienti fondamentali che non si improvvisano. Con la consapevolezza che “il numero delle maratone è inversamente proporzionale alla velocità con la quale vengono corse”. Ma dunque? A Monselice ero davvero circondato da supereroi? Ieri pomeriggio, guardando (sul divano ) con mio figlio “Gli Incredibili 2” mi sono rivisto con loro, in una dimensione che non avevo ancora colto. A un certo punto del film-cartone animato, l’eroina Elasti-Girl si ritrova ad un party popolato da altri supereroi. Ognuno diverso per caratteristiche speciali: c’era quello specializzato in scariche elettriche, quello col dono della super-velocità e quello in grado di rendersi invisibile. Io sono decisamente Jack-Jack, un pivello di 2 anni da 4 tacche.

Poi, guardando alla mia piccola dimensione super anonima, ho pensato che la vita può essere anche questo: in pista o fuori dalla pista, nel reale o nei cartoni animati, ci può sempre essere, in quello che facciamo – per passione o per professione, per gioco o per impegno – qualcosa che ci rende o ci fa sentire speciali. Qualcosa che anche a costo di renderci grotteschi, cerchiamo e scoviamo, ci conquistiamo, ci ritagliamo e ci mettiamo addosso. E’ una cosa del tutto umana e normale voler indossare il nostro piccolo abito di supereroe.
L’importante è sapere di essere normali.

P.S. Grazie ai Podisti Monselicensi che organizzano ottimamente ed in modo generoso (ricchi davvero il pasta party ed il pacco gara) questo evento. A Monselice ci tornerò, meglio ancora se assieme ad altri compagni di squadra.

con Vito Piero Ancora

Stefano Ciancio

6 ore in Pista di Monselice - 18 maggio 2019 clip 3

Stefano Mercurio in staffetta

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18/5/2019 – 4^ Lignano Sunset Run Half Marathon

19 domenica Mag 2019

Posted by Running Team Mestre in Campionato Sociale, Mezza Maratona

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4^ Lignano Sunset Run Half Marathon, gara valida per il campionato sociale RTM ma un po’ per la vicinanza ad altre competizione, un po’ il clima insolito per metà maggio, non c’è stata grande partecipazione da parte dei nostri atleti, ma possiamo dire che quelli che c’erano sono dei veri atleti che non si fanno spaventare da 4 gocce di pioggia.
Anche le foto inviate sono state poche, ma Monica Menon ci ha fornito un interessante scatto fatto poco prima dalla partenza.

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Ai posteri l’ardua sentenza se definire eroi questi atleti.

Alleghiamo una foto di Monica che è l’unica che ha dato notizie alla capitaneria di porto di essere sbarcata all’arrivo.

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Ecco la classifica dei nostri coraggiosi compagni.

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Fabio Aidone

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12/05/2019 – IV Bibione Half Marathon

13 lunedì Mag 2019

Posted by Running Team Mestre in Campionato Sociale, Mezza Maratona

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Sole, caldo, sabbia e mare, classico clima per la Bibione Half Marathon 2018.
ah no, scusate.
Clima Autunnale per la classica di fine ottobre, la Venic…
ah no, scusate.

Purtroppo non posso riciclare gli articoli come al solito, quindi lascio descrivere la gara a Giulia Fini…

Iscritta a Bibione da un amico, in dubbio se farla o meno sino all’ultimo poiché per me abbastanza fuori porta e avevo fatto la mezza maratona di Padova due settimane prima e purtroppo il ginocchio ha accusato molto.

Nelle ultime due settimane zero allenamento, qualche prova di corsa con dolori incredibili già al quarto km seguito da pianti di nervoso che a noi donne vengono benissimo!!! Tre giorni prima corsa ai ripari con fisioterapista, tape e ginocchiera. Sarebbe stato più un peso rinunciarci che provarci!!!

Non ero mai stata a Bibione e devo dire che se ci fosse stato il sole sarebbe stato un bellissimo percorso di quelli che piacciono a me.. lungomare , nelle vie residenziali di villette vacanziere e nella pineta… ma purtroppo pioggia!!! Ma ero così felice di fare un lungomare che andava bene anche la pioggia!!!

Parto contenta ma già al secondo km per via di un movimento brusco perdo i tre gel dal taschino (meglio averne in abbondanza no?!), vabbè pazienza! I primi 10 km sono perfetta con i miei pacer dell’1h50m che saltello tra una pozzanghera e l’altra, e poi 12, 13, 14…. inizio a pensare che i gel servono a poco… però al 15 penso: bevi un po’ di sali perché arrivano i km più duri!!!

Ecco e al 15 mi fermo, ma davvero mi fermo, il ginocchio non si piega, mi si rompe il respiro, ci stanno pure quelli del soccorso… nooo mi dico te mica ti fermi e continuo con dei dolori incredibili, perdo i palloncini ovviamente, e inizio a rallentare, ma tanto, 17, 18,19…. ci sono quasi, ma niente ancora più male e continuo iniziando a zoppicare. Mi commuovo a pensare quella dozzina di runners che mi hanno detto “ ce la fai?”, “ non forzare”, “ cammina che fai peggio”, “ non mollare ci sei quasi” ognuno diceva la sua!!!!
20, 21… arrivata piangendo ma arrivata!!!! Non pensavo di essere così tenace, la corsa ci mette alla prova parecchio!!!

Bibione ci vediamo il prossimo anno con il sole e le ginocchia ok!!!

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Giulia Fini

RTM si posiziona come il terzo gruppo più numeroso che conta 30 atleti che tagliano la linea del traguardo

Da segnalare il nostro Filippo Dabalà arrivato 20.simo assoluto e secondo di categoria.

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Ecco la classifica, purtroppo gli arrivi non sono in ordine.

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E le classiche foto dei nostri atleti.

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Fabio Aidone

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GENOVA HALF MARATHON 2019 14/4/19

15 lunedì Apr 2019

Posted by Running Team Mestre in Mezza Maratona

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Luisa Parisi ha percorso i 21097metri in terra ligure, la mezza di Genova 2019 è quindi un’altra tacca sulla sua cintura.
ma ora lei stessa ci descriverà questa bellissima manifestazione.

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GENOVA HALF MARATHON 2019


Non ho ancora chiaro se corro per visitare nuove città oppure se viaggio per correre in posti diversi.
Certo è che corsa e viaggi sono per me un connubio indissolubile ormai.
Perché Genova?
Perché Genova è legata ad una personale storia di amicizia e solidarietà femminile; solidarietà estesa alla città, dopo la strage d’agosto.
Non c’ero mai stata, ma un gruppo di amici runners mi ha convinto circa due mesi fa ad iscrivermi, facendomi “gola” con la cena pregara ed il pranzo post gara. Potevo mai dire di no?
Genova sia!
Sabato, appena arrivata, ho capito il reale significato dell’espressione “porto di mare”: a Genova calza a pennello.
Multietnica, caotica, ma anche splendida fra storia e mare.
Per non parlare della focaccia e della gentilezza delle persone incontrate.
Ma veniamo a noi, “belìn” (ho già appreso il loro intercalare!).
Doveva essere una domenica di piogge “consistenti” (per un usare un termine tanto caro a “ilMeteo”), ma per fortuna con lo sparo della mezza ha smesso di piovere.
Dopo aver appreso delle molteplici “difficoltà” del percorso (quantomeno per una come me che corre senza pretese nel piatto Veneto), sin dalla partenza ho ripetuto a me stessa “preservati ché poi scoppi”.
E così ho fatto.
Le difficoltà iniziano presto a Genova: grossomodo dal secondo km, quando si corre in salita, poi in discesa, quindi in falsopiano.
I primi 10 km, però, scorrono veloci, allegri, tutto sommato “leggeri”.
Prima il passaggio in centro storico, poi la corsa verso il mare con il classico “giro di boa” che amo molto perché consente agli amatori di essere anche spettatori dei più veloci che risalgono nella direzione opposta (mentre tu sei appena all’inizio: dettagli!).
Sguardo fisso verso il mare e sei tutt’uno con esso: davvero emozionante.
I secondi dieci costeggiano sempre il mare, ma passando su una sorta di sopraelevata, con costante pendenza in salita. La fatica si fa sentire.
Al dodicesimo le mie gambe erano inspiegabilmente contratte e faticavo a tenere il passo.
Tento la carta “gel”, mi impongo di spegnere la mente ed arrivare al 15esimo.
Ci arrivo: acqua, sali e lentamente si riparte.
Altro giro di boa, questa volta direzione arrivo.
Attendo la difficoltà del 18esimo che una genovese mi aveva descritto al ritiro pacchi gara.
Stranamente non la trovo; anzi, mi ritrovo al “km 20” quasi senza accorgermene. Solo allora capisco che l’allenamento degli ultimi due mesi qualche benefico effetto lo ha portato.
Una band coinvolgente suona poco prima dell’arrivo e mi dà tutta l’energia per fare uno “sprint“ finale.
In questa mezza l’arrivo è esattamente dove te lo aspetti, subito dopo l’ultima curva. Lo vedo, sorrido e taglio il traguardo, incredula di averla già finita.
Il porto, il mare, il vento, l’improvvisa tosse, la felicità nel cuore.
Grazie Genova per avermi ricordato che volere e potere.
Nella corsa come nella vita.


Luisa Parisi

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Grazie Luisa per le tue parole. Credo che il prossimo anno la farò anch’io.

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14/04/2019 – Rovigo Half Marathon

15 lunedì Apr 2019

Posted by Running Team Mestre in Mezza Maratona

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Tag

Mezza Maratona, rovigo

Alla 5^ Rovigo Half Marathon c’erano solo 2 atleti a rappresentare il Running Team Mestre: Filippo Dabalà e Fabio Aidone.

Filippo ha chiuso in 1:19:56 arrivando 9° di categoria.

Fabio c’ha messo un po’ di più…

Un percorso che parte dal centro della città dove si vedono scorci medievali e rinascimentali per poi  mutare in paesaggi naturali.

Ecco la cronaca da parte di Fabio.

Appena arrivati a Rovigo nasce una discussione con il mio compagno di squadra su quale fosse il giusto vestiario per la gara. Alla fine decidiamo che una termica sotto la nostra canotta è la soluzione ideale. Scelta corretta perché, col senno di poi, possiamo dire che non abbiamo mai sofferto il caldo…

Dopo la partenza, in Corso  del Popolo, il percorso porta velocemente fuori dalla città. Sento subito che le gambe non girano benissimo, chissà perchè?

Ripenso alla mia serata di ieri… Da bravo compagno di squadra sono andato a Venezia a incitare gli amici che correvano la Venice Night Trail, e da bravo veneziano ho fatto un giro di bacari… 

Al quarto chilometro supero le lepri del 1h50′, al quinto raggiungo quelle del 1h45′ (tra cui il sosia di Andrea Pirlo), con un rapido calcolo ipotizzo che se continuo così non solo vincerò, ma tornerò addirittura indietro nel tempo (spoiler: non è successo).


E poi eccola: la crisi! Mi sembra di correre col freno a mano, sto un po’ in compagnia del gruppetto con i palloncini verdi, poi provo a partire, mi sembra di tirare come un missile ma mi accorgo che i palloncini sono a pochi secondi da me. 

Stringo i denti fino al 18.simo dove incrocio Filippo che sta facendo 9chilometri in più come defaticante e finisco abbassando di 30″/km  il mio ritmo gara.

La delusione sparisce subito. All’arrivo uno dei migliori ristori finali che abbia mai visto e una doccia calda che lava via tutto il freddo preso.

Come al solito alleghiamo la classifica della squadra (molto corta stavolta).

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7/4/2019 – XXII Dogi’s Half Marathon

07 domenica Apr 2019

Posted by Running Team Mestre in Mezza Maratona

≈ 2 commenti

Eccoci qui, di nuovo in Riviera del Brenta per la classica mezza maratona di primavera,  XXII Dogi’s Half Marathon, che ha visto 1600 persone tagliare il traguardo in un percorso che con partenza da Mira, percorrendo un anello in senso antiorario attraversa i comuni di Dolo, Fiesso D’Artico e Stra.

Giornata perfetta per fare un bel tempo, inizio un po’ fresco con circa 12° ma l’atmosfera si è subito scaldata, un po’ per il sole, un po’ per le migliaia di persone compresse dentro la gabbia pronti per partire alle 9:15 puntuali.

Il percorso lo conosciamo tutti eppure non si può non apprezzare la bellezza delle ville venete che fungono da cornice durante i 21.097 km, con il giro di boa all’altezza di villa Pisani e il pensiero è sempre lo stesso: ci vediamo a ottobre.

Running Team Mestre si presenta numerosa nonostante la concomitanza delle due maggiori maratone d’Italia vincendo il premio come squadra più numerosa numerosa.

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Alleghiamo come di consueto la nostra classifica di arrivo.
ricordiamo che questa gara era valida per la classifica del nostro Grand Prix.

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06/04/19 Bvg trail marathon

07 domenica Apr 2019

Posted by Running Team Mestre in trail, Ultra Maratone, Ultra Trail

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Le nostre Atlete e fonte d’ispirazione Carlotta Finotello e Valentina Pavanello non si accontentano più di fare i classici 42 km in piano, puntano a 50km con un dislivello positivo che molti di noi non fanno nemmeno con la seggiovia. 

ma lasciamo che Carlotta ci descriva la loro avventura.

BVG Un trail tra cielo e lago
Altro compleanno, altra avventura.
La moretta proviene per metà da quella meravigliosa terra che è il lago di Garda.
“Devo portarti!” Mi dice.
Quale miglior modo di farlo con 50km e 3500 d+? Posso forse contraddirla?
Giornata umida e molto nuvolosa, si parte dal porto di Bogliaco alle 12.30.
Subito millino secco fino al Rifugio Alpini di Briano, a metter le cose in chiaro, nemmeno il tempo di riposare ed ecco la temibile discesa dal mitico “senter del luf”….e poi Muslone, e veloci fino a Tignale, i suoi borghi fiabeschi, la meravigliosa valle delle cascate che chiunque abbia visto anche una sola volta porta nel cuore.
E poi Gardola, discesa e subito lo strappetto(ne) del Monte Cas, il santuario, il sentiero di cresta ed il discesone a Prabione e giù a capofitto nella Forra di Campione con la musica del torrente.
Cinque metri in piano e subito salita vera, dura, che si sente verso Bocca Nevese ed i suoi pascoli.
E poi dentro veloci nelle mille frazioni di Tremosine fino alla Valle dei Mulini, dieci metri in piano e subito su verso la Pozza del Gas e lo scassagambe di Ustecchio.
Ci cambiamo velocemente e prepariamo le lampade perché tra poco sarà buio.
Sarà ancora più magico salire l’ aspro pendio verso il Bestone dove scattiamo una foto e suoniamo la mitica campana.
Ma non è ancora tempo di pensare all’ arrivo purtroppo, la Valle delle Calchere è lì che aspetta col suo scenario sorprendente, roccioso, il suo ghiaione (due passi avanti, uno indietro) poi finalmente Dalco, ultimo sprazzo di tranquillità per riordinare le idee prima di spremere ogni energia fisica e mentale per affrontare la tremenda discesa del Singol. Le gambe tremano, lo strapiombo da una parte, la frontale ad illuminare pochi passi avanti. Ci ripetiamo di essere prudenti e ci rendiamo conto di quanto sia singolare quella situazione pensando soprattutto alle nostre famiglie a casa. Limone con le sue mille lucine ci aspetta, corriamo, corriamo, le gambe girano da sole, il lungofiume, la spiaggia, il passaggio a lago (acqua fino alle ginocchia) il campo sportivo il giro d’ onore della pista di atletica.
Arriviamo “ubriache” di lago, stanchissime, contente e pronte a festeggiare un compleanno speciale!avventura.

Carlotta Finottello

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24/3/19 – IX Mezza maratona della città di Enna

24 domenica Mar 2019

Posted by Running Team Mestre in Allenamenti, Mezza Maratona

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Ecco il nostro Andrea Pennisi che non solo porta i nostri colori alla IX Mezza maratona della città di Enna ma ci ha anche scritto un articolo come solo lui sa fare.

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IO ME LO RICORDO BANDINI.
(o della Mezza maratona della città di Enna)

Io me lo ricordo Lorenzo Bandini, professione pilota d’automobili.
Sia chiaro, ai tempi in cui correva i miei genitori erano più o meno nella pubertà quindi non posso millantare una conoscenza diretta. Il primo ricordo che ho di Bandini è marmo verde, una fascia di bronzo con incise località mitiche – Daytona, Monza, Nürburgring – ed una corona d’alloro, bronzea anch’essa, su cui era incastonato il suo casco candido: sì, la sua tomba.
Sapete, c’era un bambino paffutello che trascorreva le vacanze estive a Milano e appuntamento fisso della villeggiatura era il pellegrinaggio (letteralmente, cambiavamo tre o quattro mezzi per andare) al cimitero di Lambrate dove riposava il nonno mai conosciuto.
Mocassini e camicia, sotto il sole d’agosto, la ghiaia scricchiolante sotto i piedi ed in religioso silenzio si andava; ma era quella tomba, verde come le foglie che le facevano ombra, ad attrarmi, forse il fascino del mito, chissà.

Facciamo un salto avanti, al 3 Novembre del 1996.
Il bambino paffutello di cui sopra era diventato un adolescente paffutello che alle Olimpiadi di qualche mese prima aveva scoperto la dipendenza da sport – in televisione, ovviamente.
In quel grigio pomeriggio domenicale aveva visto trionfare Giacomo Leone attraverso i Five Boroughs, il più veloce italiano di sempre a farlo.
Guardando quell’omino in canotta granata, si era ripromesso di correrla lui, la maratona di Nuovaiorca. O anche una più vicina, alle brutte.

Oggi, quell’adolescente paffutello è un adulto un po’ più in forma e quella promessa sta cercando di mantenerla.
Qualche giorno fa, pubblicando un post su Instagram circa la Mezza Maratona della Città di Enna che avrebbe corso di lì a domenica, sul circuito automobilistico di Pergusa, ha cercato l’ispirazione.
“Vediamo chi ci ha vinto, dai, facciamo un collegamento con l’automobilismo”
Montoya, Coulthard, Rosberg (senior!), Arnoux, Surtees.

Bandini.

Il primo a vincere il GP del Mediterraneo è stato il buon Lorenzo, anno Domini 1962.
Lui, la maratona a Milano che si avvicina, non può essere un caso.
A tutto questo ha pensato l’adulto un po’ in forma, stamattina, mentre girava su quel circuito.

Azzardando d’indossare le scarpe più veloci che ha, correndo il rischio, avendo paura di farsi male o di scoppiare troppo presto.
Ed è andato veloce per lui, veloce come Bandini.
Perchè Bandini diceva “la paura non si piazza mai”.
Ecco, io me lo ricordo.

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Purtroppo non possiamo allegare la classifica finale ma possiamo dire che il nostro Andrea ha realizzato il suo Personal Best sui classici 21.097 in preparazione della maratona di Milano.

Forza Andrea continua così!

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17/3/19 – Lagoon Run

18 lunedì Mar 2019

Posted by Running Team Mestre in Corse paesane

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Tag

Cavallino, Lagoon Run, Treporti

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Eccoci, dopo una lunga attesa la Lagoon Run è arrivata!

Dopo numerosi sforzi da parte di Ferdinando, Simone e Francesco, i nostri compagni RTM e tutti gli altri collaboratori vediamo circa 900 atleti al via a Saccagnana, Treporti.

Oggi per me è stata una corsa diversa dal solito quindi vorrei descrivervela dal mio punto di vista, abbiate pazienza.

Mi metto d’accordo con il mio amico di sempre Luca che da poco si è avvicinato alla corsa, l’obiettivo è arrivare con le proprie gambe. Per lui correre per 10km è utopistico, quindi il piano è metà corsa e metà camminata. Diciamo che l’impazienza era palpabile tant’è che non riesco a fare la “mia preparazione pre-gara”, quindi senza le mie brioches e il caffè, affamato, comincio questa impresa. Noto subito che correre senza cercare di fare il tempo ti da il vantaggio di guardarti intorno e notare i colori della natura che si sveglia.

Tutto bene finché si sta sull’asfalto, un po’ meno sullo sterrato che per persone inesperte può essere insidioso, una caduta lungo l’argine mi fa presagire al peggio ma Luca si rialza. Lungo l’argine cerco la pace interiore ma dietro di me due signore si scambiano ricette di cucina, sopporto finché posso e poi mi giro seccato: “signora o la smette o mi invita a pranzo a casa sua!” Lei ride, io meno. All’ottavo km finisce l’argine ma prima dell’amato asfalto c’è una grande avversità, riusciamo a perdere solo qualche minuto al ristoro, stanchezza e fame sono sconfitte almeno per un po’.
Ecco, poche curve, si sente già lo speaker, gli applausi, il traguardo e poi PERSONAL BEST.
C’è solo un altra cosa che devo insegnare al mio amico, pizza in compagnia perché la corsa non è uno sport individuale.

Fabio Aidone

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E come ogni anno ecco il primo premio come squadra più numerosa.

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L’unico inconveniente è che qualcuno deve sacrificarsi e tornare a casa in bici.

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Ancora un grazie agli organizzatori per la bellissima giornata.

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10/03/2019 – 45° RomaOstia Half Marathon

12 martedì Mar 2019

Posted by Running Team Mestre in Mezza Maratona

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Tag

Half Marathon, Mezza Maratona, Ostia, Roma, RomaOstia

Testimonianza scritta dalla nostra Luisa Parisi che racconta la sua RomaOstia Half Marathon

“Alla Roma Ostia si vola”: è proprio vero! Domenica scorsa si è tenuta la 45ma edizione della (per i romani) famosissima Roma Ostia: un percorso che si snoda da Roma Eur fino al mare di Ostia. Un rettilineo di sali scendi, un percorso che i più esperti definisco “tecnico”, un appuntamento, insomma, imperdibile per i romani, tanto più perché è ad 1 mese dalla maratona di Roma. Da romana d’origine (e veneta d’adozione), l’ho scelta nel 2016 come mia prima mezza e quest’anno sono tornata perché invitata a far parte di una “festa” del running amatoriale, senza ossessione dei tempi. Ma torniamo a noi. Perché partecipare alla Roma Ostia? Innanzitutto perché il pacco gara ha le dimensioni di un trolley! E poi perché, se ben gestita, è una gara da personal. Non è “bella” sotto il profilo paesaggistico, a parte l’arrivo al mare, ma merita per tante altre ragioni. Per esempio perché, qualsiasi sia il tuo passo, corri con un fiume di persone. Chi vi partecipa sa di dover studiare il percorso e di dover correre di testa se vuole ottenere la miglior performance. Si parte in discesa ed inevitabilmente “a bomba”, per poi pagarlo appena inizia il saliscendi tipico della Capitale. Arrivati al decimo, inizia la “temuta” salita del Camping: circa 2 km (poco meno) di costante salita, che ti sembra terminare di lì a poco, mentre non finisce mai! È lì che due anni fa feci i conti con la mia impreparazione, trovandomi a camminare perché non avevo fiato. Quest’anno, con 3 anni in più di esperienza, posso dire con orgoglio di averla corsa tutta (a 7, ma son dettagli!) e che per un runner esperto è una salita assolutamente fattibile, ma da non sottovalutare perché a metà percorso. Dopo il camping, si deve arrivare circa al 13mo per liberare la mente e con serenità lasciarsi andare ed osare. Inizia la discesa! Il mare lo vedi prima all’orizzonte, poi sempre più vicino. Finalmente appare il pubblico che acclama ai lati delle strade, il “cinque” ai bambini e senti l’altoparlante dello speaker all’arrivo. Eppure mancano ancora due km. Due chilometri che volano, come voli tu verso il traguardo dei 21,100 km (così segna il mio Garmin) che da 45 anni regalano tempi record ai primi arrivati, ma anche agli amatori. Io avevo un compito diverso quest’anno: partecipare ad una festa del running correndo con parrucca blu in testa, arrivare con la mia “socia” runner del cuore e portare al traguardo un’altra amica, alla sua prima mezza. Missione compiuta: 2 ore e 25 di risate, conforto e “dai che stiamo arrivando!”. Commozione, abbracci, sorrisi, foto di rito. Ritiro il mio pacco Enervit, mi infilo l’imperdibile giacca impermeabile omaggio marcata “Roma Ostia”, prendo la mia medagliona, mangio un cucciolone gelato gentilmente offerto agli atleti, guardo il mare e, felice, penso: l’anno prossimo voglio rifarla!“

Luisa Parisi

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Luisa non è la sola ad aver partecipato alla competizione. A difendere i nostri colori c’era anche Eleonora Palma che ha corso come pacemaker delle 3 ore per gli altri runner e fitwalker. Tempo perfettamente centrato!

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